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Vicesindaca di Deiva: maliano ucciso perché rubava, non perché sindacalista

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Omicidio maliano, protesta braccianti africani in Calabria

“Non è perchè era sempre in prima fila coi sindacati per i diritti dei migranti che è stato freddato in Calabria, ma è perchè insieme ai suoi complici stava fottendo dell’alluminio. We don’t call 112. (Cit. Mauro Gargaglione)”.

E’ il testo pubblicato oggi su Facebook dalla vicesindaca di Deiva Marina Giovanna Bertamino (indipendente) dove governa una giunta civica vicina al centrodestra, commentando il caso del bracciante 29enne, originario del Mali, ucciso a colpi di fucile sabato sera a San Calogero. In tal senso, c’è un indagato: secondo quanto riferito, si tratta di un calabrese che avrebbe voluto dimostrare che nella proprietà di famiglia “nessuno deve permettersi di rubare”.

Il post, come prevedibile, ha scatenato polemiche da parte di buonisti e sinistra. Tuttavia, la vicesindaca ligure ha ottenuto decine di “Mipiace” e solidarietà da tanti elettori.

“Ho detto solo la verità, non sono razzista” ha replicato Giovanna Bertamino, che nonostante gli attacchi e insulti ricevuti dagli oppositori ha deciso di non cancellare il post dal suo profilo Facebook.

Poi ha precisato: “Non ho mai detto che dovevano sparargli, ma non possiamo far finta che non fosse lì a rubare. L’invito a non chiamare i soccorsi è stato travisato da alcuni. Quella frase significa che in un contesto di illegalità se ti vedono rubare non chiamano le Forze dell’ordine”.