Home Cultura Cultura Savona

Un successo ad Albenga la 4 Giorni su San Martino

0
CONDIVIDI
Un momento della premiazione

SAVONA. 11 NOV. Si conclude oggi ad Albenga la quattro giorni dedicata a San Martino. Ieri a conclusione del Concorso di Idee lanciato dal Comune nell’ ambito del Progetto NewPilgrimAge, sono stati premiati a Palazzo Oddo i tre progetti risultati vincitori, mentre oggi a Palazzo Peloso Cepolla si è svolto l’incontro dal titolo “S. Martino dall’ addio alle armi all’ eremo della Gallinara”, a cura dell’Istituto Internazionale Studi Liguri, tenuto dal professor Giorgio Barbaria. La giornata si concluderà, alle 18, con la Santa Messa officiata da Sua Eccellenza il Vescovo Monsignor Guglielmo Borghetti nella Cattedrale di San Michele.

La kermesse era iniziata giovedi a Palazzo Oddo con un meeting che ha visto coinvolti i protagonisti del Progetto New Pelgrim Age- Interreg Central Europe. A presentare nello specifico il progetto sono stati l’assessore alla cultura ed al turismo Alberto Passino e la consigliera Eleonora Molineris delegata ai finanziamenti europei. Un progetto che vede coinvolti partner europei provenienti da Ungheria, Slovenia e Croazia. In concomitanza con il meeting è stata anche inaugurata una bellissima mostra fotografica a cura del Circolo fotografico San Giorgio dal titolo: “I luoghi di San Martino nel savonese”.

Sono stati quattro giorni ricchi di eventi ed iniziative legati alla figura di San Martino che ha vissuto sull’isola Gallinara tra il 356 ed il 360 d.C. Ed Albenga è stata scelta proprio come meta finale di questa parte del percorso della Via di San Martino, che vorrebbe portare nei prossimi anni migliaia di turisti e fedeli a ripercorrere le vie del Santo, partendo da Szombately, in Ungheria, attraverso Maribor, Dugo Selo, Lubljana ed il Veneto, fino nella “Città delle Torri”. Ed una volta giunti ad Albenga ripartire per la Francia, per Tours, la città di cui il Santo fu Vescovo.

L’idea è quella di creare una sorta di cammino, di percorso attraverso diversi paesi e territori durante il quale venire a contatto non solo con la figura di San Martino, ma con i suoi valori, i principi, la spiritualità che questo può ispirare.
L’amministrazione ingauna si auspica che, attraverso questo progetto, Albenga si inserisca a pieno titolo sulla via di San Martino, molto nota in tutta l’ Europa Centrale, ma poco in Italia, ottenendo grazie al turismo religioso una maggiore visibilità anche internazionale.
Albenga è l’unico comune italiano che ha partecipato al progetto ed ha ottenuto 250 mila euro che verranno utilizzati per il suo sviluppo per arrivare in tre anni a proposte concrete da poter sviluppare.

Tornando ai vincitori dei concorsi di idee (nella Foto Daros), rispettivamente dedicati alle tematiche educative, turistiche e storiche, a vincere sono stati il progetto delle Acli di Savona, quello dell’artista albenganese Sergio Giusto e quello di Josepha Costa Restagno, dell’ Istituto Internazionale degli Studi Liguri.

Il progetto è stato approvato e cofinanziato nell’ ambito del Programma Interreg Central Europe, nel quadro della politica di coesione fra popoli dell’Unione Europea. Ha l’obiettivo di cofinanziare progetti di cooperazione transnazionale. L’area geografica coperta dal Programma comprende 9 Stati membri dell’Unione europea.

San Martino, simbolo della condivisione, è uno dei santi più popolari in Europa centrale con migliaia di monumenti a lui dedicati, ma anche con un patrimonio culturale intangibile di feste e leggende che consente di mantenere viva la sua memoria. A lui è dedicata anche una delle European Cultural Ruote, la Via Sanctis Martini che congiunge Samaria (oggi Szombathely, città leader del progetto) in Ungheria, sua città natale, con Tours (in Francia) di cui fu vescovo. Tutte le città che partecipano al progetto sono situate lungo questo percorso e sono motivate a far rivivere, attualizzandola, questa eredità culturale e a promuovere i valori comuni di solidarietà ed ospitalità legati a San Martino.

“Il progetto – ha spiegato il vice sindaco Riccardo Tomatis- mira a promuovere anche servizi di volontariato nell’ambito della preservazione e trasmissione del patrimonio culturale tangibile ed intangibile, il “riutilizzo” dell’eredità culturale attraverso l’industria creativa e culturale, un’offerta turistica sostenibile che valorizzi il territorio”.

Per rispondere a questi obiettivi, il progetto svilupperà e sperimenterà soluzioni informatiche per promuovere servizi e prodotti ispirati a questo patrimonio, coinvolgendo in particolare la giovane generazione di nativi digitali ed il tessuto economico-produttivo di ogni realtà locale. Le nuove soluzioni messe a punto andranno a costituire un “Modello di valorizzazione del patrimonio culturale creato dalla comunità” (Community-sourced CH Valorisation Model) replicabile in qualsiasi città dell’Europa centrale che abbia un profilo ed ambizioni simili a quelle che partecipano al progetto NPA(New Pilgrin Age).
CLAUDIO ALMANZI