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Salvini al Nautico: mai Renzi e con Di Maio emmo za dæto. Votare votare votare

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“Dove c’è Matteo Renzi non ci sono io. Ha cambiato mille volte idea. Quando io dico mai con il Pd e mai con Renzi vi sfido a provare il contrario. Abbiamo un’idea di Italia, di futuro, di lavoro, di scuola, di giustizia, di tasse, ben diverso”.

Lo ha dichiarato oggi il senatore e leader della Lega Matteo Salvini, che si trova in visita al Salone Nautico accompagnato dall’ex vice ministro delle Infrastrutture e deputato genovese Edoardo Rixi.

“Mai neanche con Luigi Di Maio?” gli è stato chiesto.

Abbiamo già dato – ha replicato Salvini, commentando i fatti alla genovese – adesso ho scoperto che loro sono più vicini alla Cgil e alle nuove tasse, che al taglio di tasse”.

“Davvero mai più?”

“Abbiamo già dato” ha ribadito il “Capitano” del Carroccio.

“Mi spiace – ha aggiunto Salvini – che il Presidente della Repubblica abbia avallato questo triste, squallido giochino di Palazzo. Il governo Monti per assurdo aveva più sostegno popolare.

Questo è un governo barzelletta e mi domando perché il Presidente della Repubblica abbia permesso tutto ciò. Con il massimo rispetto.

In Israele hanno votato, votano in Austria, Polonia, Spagna, Gran Bretagna. Tutti tranne che in Italia perché sennò vince la Lega”.

Il numero uno della Lega si è poi soffermato sulla questione della nuova legge elettorale e sulla richiesta di referendum per il maggioritario che potrebbe essere votata entro fine mese da cinque consigli regionali, compreso quello ligure.

"Speriamo - ha dichiarato Salvini - che il centrodestra sia compatto perché vogliamo una legge elettorale moderna, efficiente, che dica che chi prende un voto in più governa per cinque anni. Mentre la sinistra coi Cinque stelle, per terrore, sta pensando di tornare al proporzionale.

In un Paese normale, si vota e, poi, per cinque anni, chi prende un voto e un eletto in più governa. Questo é il maggioritario.

Quindi, speriamo che nessuno torni indietro perché tutto il centrodestra é sempre stato un sostenitore del maggioritario".