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Preoccupato il CNA Agroalimentare della Provincia di Imperia

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Preoccupato il CNA Agroalimentare della Provincia di Imperia

CNA Agroalimentare, registro di carico e scarico delle farine, no ad un nuovo adempimento

Un inutile appesantimento nella gestione delle attività, che in questo momento, invece, avrebbero bisogno di essere aiutate ad affrontare una situazione di estrema difficoltà

La legge di bilancio 2021 ha introdotto un nuovo adempimento a carico di tanti laboratori artigiani del settore alimentare, dai panifici alle pizzerie fino alle piadinerie: l’obbligo di registrare, in un apposito registro telematico istituito nell’ambito dei servizi del sistema informativo agricolo nazionale (Sian), il carico e lo scarico di cereali e farine a base di cereali quando la quantità del singolo prodotto supera le cinque tonnellate annue. È obiettivo del provvedimento – si legge nel testo – “consentire un accurato monitoraggio delle produzioni cerealicole presenti sul territorio nazionale”.

Contrarietà è stata espressa dalla CNA, che, insieme con le altre associazioni rappresentative della panificazione, ha inviato al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali una lettera in cui si parla di “nuovo inutile aggravio burocratico”. Non si coglie “la specificità di un settore altamente professionalizzato come quello della panificazione e dei laboratori artigiani, che lavora, trasformandole, esclusivamente farine e non già prodotti di prima produzione come cereali e grano. Estendere il monitoraggio ai panificatori e ai laboratori artigiani appare sproporzionato e non congruo alle finalità dichiarate”. Né il provvedimento produrrebbe effetti sul fenomeno dell’abusivismo, perché – si evidenzia – in questo caso le materie prime sono sottratte al tracciamento, o sull’importazione, altrettanto dannosa, di pane congelato dall’estero.

Preoccupato Ramon Bruno, Presidente CNA Agroalimentare della Provincia di Imperia, «Le nostre imprese adottano già sistemi di tracciabilità. L’introduzione di questo adempimento, che peraltro non avrebbe alcun vantaggio per il consumatore, si tradurrebbe in un appesantimento nella gestione delle attività, che in questo momento, invece, avrebbero bisogno di essere aiutate sissy de sguaines ad affrontare una situazione di estrema difficoltà. È drastico il calo dei consumi, legato soprattutto alla profonda crisi nel settore della ristorazione, ma anche al disagio crescente per tante famiglie. Ci auguriamo che nel confronto aperto con il Ministero competente siano recepite le nostre osservazioni».