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Pirondini al Carlo Felice e conflitti di interessi, M5S: carica non remunerata

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Consigliere comunale Luca Pirondini (M5S)

“Luca Pirondini è stato indicato quale rappresentante del Ministero (e non del Comune di Genova, che a suo tempo aveva indicato l’attuale vicepresidente del Consiglio Pani) in seno al consiglio di indirizzo della Fondazione del Teatro Carlo Felice di Genova”.

Lo hanno precisato oggi i consiglieri pentastellati di Regione Liguria e Comune di Genova.

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“Il regolamento del Comune sulle nomine nelle società partecipate e controllate – hanno aggiunto i consiglieri M5S – non esclude la possibilità della nomina in questione perché la Fondazione non è soggetto partecipato o controllato dal Comune di Genova, che è solo socio fondatore insieme a Regione Liguria e Stato Italiano, ed è da quest’ultimo socio che Luca Pirondini è stato nominato.

Inoltre, il fatto di aver collaborato sempre con contratti a tempo determinato, con l’orchestra del Teatro, testimonia il fatto che Pirondini non è un dipendente della Fondazione e che quindi anche in questo caso non possa sussistere nessun conflitto di qualsivoglia natura”.

“Il Comune di Genova – ha spiegato la capogruppo regionale Alice Salvatore – non determina ‘l’indirizzo’ della Fondazione, come erroneamente sostenuto dall’assessore regionale Ilaria Cavo, poiché questa decide il proprio orientamento strategico autonomamente come qualsiasi Fondazione di diritto privato attraverso il consiglio di indirizzo, appunto, che non è un ‘consiglio di amministrazione’ (come sostiene ancora una volta Cavo) e quindi ha un ruolo di alta rappresentanza e non di amministrazione”.

“Non esiste alcun conflitto. Infatti – hanno aggiunto i consiglieri del M5S – i consiglieri di indirizzo, una volta in seno al consiglio, operano in piena indipendenza e rispondono solo nei confronti della Fondazione dell’esercizio delle medesime funzioni: non esiste alcun vincolo di mandato ed essi non rappresentano i soggetti pubblici o privati che li hanno designati o nominati, né a essi rispondono.

Lo Statuto prevede espressamente la gratuità della carica per la quale non solo non si percepisce un compenso ma nemmeno un simbolico gettone di presenza per la partecipazione alle riunioni, pur essendo enormi le responsabilità”.