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Piano interventi cambiato in corso d’opera: Regione Liguria chiede atti al Mit

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Autostrada (foto di repertorio)

“Abbiamo avuto notizia che si sia verificato un cambio in corso d’opera sul piano di interventi e manutenzione delle gallerie della Liguria. Ci risulta che esistano documenti che confermano che, fino al 20 di maggio, il ministero delle Infrastrutture e Trasporti aveva approvato il piano di Autostrade per l’Italia che prevedeva, in questa fase, solo le operazioni di verifica delle condizioni dei tunnel, e non quelle di smontaggio, e che 9 giorni dopo, in modo apparentemente inspiegabile, si sia cambiato idea imponendo ad Autostrade di effettuare subito i lavori che hanno avuto come diretta conseguenza la paralisi della rete in Liguria”.

Lo ha dichiarato ieri sera il governatore ligure Giovanni Toti, che ha inviato al Mit un’ulteriore richiesta ufficiale di accesso agli atti per ottenere, oltre a quanto già richiesto nei giorni scorsi, il verbale relativo al sopralluogo di verifica dello stato manutentivo del 20 maggio scorso.

“Se venisse confermato – ha aggiunto Toti – emergerebbe una chiara corresponsabilità da parte del ministero.

La lettera va a completare le richieste di accesso agli atti che abbiamo inviato.

Il verbale di cui si parla servirà a completare il quadro della situazione, al fianco dei documenti già richiesti come il piano di ispezioni, le modifiche introdotte con la direttiva del 29 maggio, quali esami e articolati di analisi siano stati proposti sui flussi di traffico o come siano stati considerati i danni che sarebbero stati provocati dai lavori tutt’ora in corso che, ancora una volta, continuano a penalizzare la Liguria dal punto di vista turistico, economico e d’immagine, oltre a causare straordinari disagi alle normali attività dei cittadini, ai trasporti, incrementando i pericoli e mettendo a repentaglio la sicurezza dei liguri.

E’ un atto che va a completare l’avvio di un percorso che avremmo voluto evitare ma che, a questo punto, è del tutto necessario di fronte al protrarsi del silenzio da parte del ministero ai nostri appelli”.