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Pasticcio sacchetti bio e amica di Renzi. La verità è che si pagano solo in Italia

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Stangatina di inizio anno per gli italiani. Sul pasticcio del governo a trazione Pd, che ha previsto l’obbligo del pagamento dei sacchettini bio per chi fa la spesa al supermercato, i media di sinistra e di destra hanno difeso e accusato l’amica di Matteo Renzi che oggi con un post pubblicato su Facebook ha negato l’esistenza di complotti per favorirla.

Si tratta dell’amministratrice delegata di Novamont, azienda con sede a Novara che risulta leader sul mercato nazionale per la produzione dei sacchetti.

Anche Legambiente e Codacons sono scese in campo. La prima per difendere il provvedimento del Governo, la seconda per annunciare un ricorso contro “l’ennesimo, inutile balzello”.

“La misura – ha aggiunto il Codacons – è una tassa introdotta dal Governo a carico dei consumatori. Aggravio dunque che su base annua potrà variare dai 20 ai 50 euro a famiglia a seconda della frequenza degli acquisti nel corso dell’anno. L’85% dei consumatori italiani è nettamente contrario alla nuova norma che, a partire dal primo gennaio, impone che i sacchetti della spesa utilizzati per imbustare frutta e verdura siano a pagamento”.

In ogni caso, come riportato dall’inchiesta del Corriere della Sera, la verità è che i sacchetti bio si pagano solo in Italia. Non è tutto. Il balzello sui sacchetti bio ha scatenato una bufera sul web e la ribellione di molti consumatori italiani sui social network. Al momento, l’hashtag #sacchetti risulta in cima alla classifica di Twitter.

Ecco alcune versioni sui fatti. Buona lettura.

La tassa sui sacchetti di plastica fa ricca la manager renziana – Il Giornale

Sacchetti biodegradabili e l’azienda ‘amica’ di Renzi: facciamo chiarezza – la Repubblica

Sacchetti biodegradabili per la frutta, si pagano solo in Italia – Corriere della Sera

Sacchetti biodegradabili obbligatori e a pagamento, il sospetto: “Gode la manager amica di Renzi” – Libero Quotidiano

“Più sforzi per valorizzare Novamont” Selfie e strette di mano con Renzi in stazione, poi l’incontro con Catia Bastioli – La Stampa