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La passione per il mare e le tradizioni: il libro Pesci salati

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Il libro Pesci salati

Immaginate due amici appassionati di mare, una con l’hobby della pesca e l’altro con la capacità di restaurare e costruire barche.

Unite a tutto questo il desiderio di cercare di conservare le antiche tradizioni della nostra terra.

Aggiungete infine un amore smisurato per quella distesa blu dove si specchia la Liguria, che solo chi ci vive davanti è in grado di comprendere. I protagonisti di questa storia si chiamano Marina Boero e Roberto Guzzardi e, nella loro opera letteraria dal titolo “Pesci salati”, hanno raccolto la straordinaria cultura di mare tipica della nostra regione.

“Insieme ad alcuni amici abbiamo fondato l’associazione culturale – Storie di Barche – per cercare di salvaguardare quanto si trovi a ruotare attorno al mare ed alla navigazione”, spiega Guzzardi, “e con questa abbiamo fatto numerose esperienze con le scuole che hanno apprezzato molto i nostri laboratori.

In questi spazi tematici i bambini hanno iniziato a scoprire le cose più semplici della marineria, dalle corde e i nodi per arrivare a restaurare una barca e a cucire una vela latina. Tra i vari progetti fatti è nata poi l’idea del libro”.

Marina e Roberto partono infatti da una enorme passione per il mare e i suoi mille aspetti, tra segreti e risorse che solo la grande distesa blu sa offrire.

Il loro lavoro è nato dall’ascolto degli anziani, portatori di una cultura e di usi che a poco a poco vanno sparendo, sopraffatti dalla globalizzazione.

Il tentativo fatto dai due liguri è proprio quello di non fare sparire del tutto quel portato di cultura non scritto. Ed è proprio il racconto il veicolo di trasmissione di questo sapere, una conoscenza non di fantasia ma di vita reale e vissuta, dove le esperienze si accumulano creando un bagaglio utile ad affrontare il futuro. “Con gli anziani si trova una parola limpida, trasparente e sincera”, spiegano gli Autori, “legata ad un mondo che non esiste più, semplice ed essenziale eppure così denso di vita”.

Un tempo la spiaggia era un luogo di incontro e di scambio, non c’era turismo balneare e gli arenili erano a disposizione dei pescatori.

E la pesca era un momento importante nell’economia costiera, in quanto forniva il sostentamento di numerose famiglie e creava un sistema economico molto articolato.

In questo senso, l’opera letteraria celebra le origini e lo sviluppo della pesca e della conservazione dei pesci catturati. Un sistema dotato di regole molto rigide, che già la Repubblica di Genova aveva promulgato per evitarne la vendita abusiva, con sanzioni molto pesanti per chi non rispettasse le norme. Questo si rendeva necessario per evitare una concorrenza sleale su un prodotto che era il sostentamento per moltissime persone che, a vario titolo, ruotavano attorno al sistema pesca e conservazione.

L’acciuga era infatti il pesce ideale per essere conservato sotto sale, all’epoca unico sistema per garantire una durata nel tempo che garantisse la possibilità di commerciarlo con zone anche molto lontane dal mare.

Ad esempio nelle vallate cuneesi esiste la tradizione degli acciugai che rivendevano i prodotti liguri nel cuore del Piemonte, per far fronte alla fame nei periodi più bui dell’anno. Tutta questa cultura antica, al storia e la passione sono racchiuse nell’opera di Boero e Guzzardi che esplora la tradizione in senso ampio, indagando nei meandri meno noti di una tradizione ligure fatta di mare e fatica. Una storia che è davvero gradevole da scoprire ed un sapere che deve essere salvaguardato.

Roberto Polleri