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Il Nano Morgante | La disputa uovo-gallina

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Il Nano Morgante | La disputa uovo-gallina

In coerenza alla saggezza popolare del “meglio un uovo-oggi che una gallina-domani”, l’essere umano, in massa, fa proprie le istanze domestiche e, malgrado ogni diverso buon proposito, si accoda nell’idea di un immediato (esaudibile) status di felicità, piuttosto che una futura ed ipotetica paradisiaca sistemazione.

Senza troppi raggiri di parole, visto che l’idea di performance  stravolge la vita individuale e si implica in ogni nostra azione, da ciò ne esiterebbero l’implicito elogio e la sacra evocazione del dato presente. Eredità irrinunciabile ed immanente scommessa.

Tutto questo possiede in nuce l’arcadica speranza nell’assegnare una dimensione artigianale irrinunciabile ad ogni ricetta fatta-in-casa, nella mai dissuasa possibilità di una iper-germinazione di positivi effetti.

Sia come sia, l’uovo, per estensiva familiarità, sostanza protogenia, figura trascendente, è un’ipotesi redentiva, per la quale ogni rifiuto o distanza risultano impudenti, oltreché imprudenti.

Alla resa dei conti, tuttavia, la dicotomia uovo-oggi & gallina-domani in realtà è solo apparenza, infingimento, mistificazione. Una disputa inconcludente.

In essa espande l’opzione ideale omnicomprensiva, potenzialmente distribuita su entrambe le opportunità.

E’ questa arsura del tempo, oramai, che lacera e raggrinzisce l’uomo, decretandone, su basi statistiche, un saldo attivo di inquietudine, assegnando  attese dis-attese e ideali irrisolti.

E’ la concezione performativa del tempo a determinare la bontà dell’uovo in relazione alla gallina (o viceversa). Tanto più che, per l’uomo, stabilire la verità dell’avvicendamento cronologico delle due opzioni ha sempre identificato un’aporia, un quesito senza risposta.

In effetti, potrebbe semplicemente trattarsi della tipica “invenzione del problema”,  fase necessaria per poter poi disputarne la soluzione.

Massimiliano Barbin Bertorelli