Home Sport Sport Italia

Il calcio nel caos | Serie C, il Pro Piacenza non esiste più

0
CONDIVIDI
Pro Piacenza

Sulla sua strada il Matera (che manda in campo i ragazzi) e la Reggina

Lo avevamo già scritto e qualcuno ci aveva dato dei catastrofici. Invece, purtroppo, avevamo ragione: il Pro Piacenza, serie C, non esiste più: non si è presentato in campo con la Pro Vercelli e con la Juventus B, e farà lo stesso domenica prossima con il Siena.
Da regolamento verrà radiato, escluso dal campionato, stravolto e travolto da debiti, denunce, fideiussioni forse fasulle e chi più ne ha più ne metta.

Questo mette ancor più in crisi un campionato che è stato letteralmente falsato dalle decisioni federali estive.

Purtroppo, non finisce qui. Nel girone C il Matera è ridotto ai minimi termini, ed ha mandato mercoledì in campo nella gara casalinga con la Reggina (altra società, appena rifondata e già in grossa difficoltà) i ragazzini della Berretti, che sono stati sconfitti per 6-0.

Anche in questo caso, torneo falsato, perché le altre squadre avevano affrontato un Matera a pieno organico, alcune anche uscendo sconfitte.

Ma cosa sta accadendo al mondo del calcio, che dimostra ancora una volta che non è soltanto quello dei Ronaldo o Icardi ?

Sul tema, spinosissimo, è intervenuto il neo presidente della Lega Pro, Ghirelli: “Le notizie che giungono dalla società Pro Piacenza e da quella del Matera ci confermano che quello in corso sarà, purtroppo, un campionato di sofferenza.
Di chi sia la colpa? Gli anni passati: eravamo sul Titanic ballavamo e non vedeva il disastro che si produceva, camminando con regole non precise, a volte addirittura senza regole. E poi è inutile nascondere che quest’ultima fase pesa drammaticamente il commissariamento del CONI in Figc.

Nessuna colpa sul pregresso, ma gravissime responsabilità su come non abbia governato, a volte con scelte cervellotiche. Un esempio sta proprio nelle vicende che hanno coinvolto i club che avevano presentato fideiussioni della Finworld, avevamo chiesto di escluderle. La Lega glielo aveva chiesto, con ciò dando la copertura totale.

“Non solo non lo ha fatto – conferma durissimo Ghirelli – ma ha messo in moto una procedura assurda che ci ha portato in questo tunnel: partite che saltano, possibili scese in campo con le squadre giovanili nonostante la nostra assoluta contrarietà…”

Certamente, un tragico, tremendo spot per il nostro calcio nel mondo. Nubi, e grandi, anche sulla Reggina: l’avvocato Grassani ha chiesto il fallimento in Tribunale per emolumenti non incassati, stipendi e contributi non versati da luglio 2018.

La situazione è in divenire, ma qualcuno sussurra che la squadra potrebbe non finire il campionato con un fallimento che potrebbe verificarsi già entro fine gennaio.

Sul caso Reggina è intervenuta l’Associazione Calciatori con un lungo comunicato: “L’AIC e i calciatori professionisti attualmente tesserati per l’URBS REGGINA 1914 S.r.l., denunciano la propria inaccettabile e insostenibile condizione lavorativa. I calciatori ancor oggi non hanno ricevuto il pagamento delle mensilità di settembre, ottobre e novembre 2018. Parimenti non risultano corrisposte le ritenute IRPEF e i contributi previdenziali sin dallo scorso mese di luglio 2018 e, alla data odierna, la Società non ha ancora proceduto a sostituire l’inidonea garanzia prestata all’iscrizione al campionato in corso, che dovrebbe garantire il pagamento delle retribuzioni dei calciatori. Appare evidente, pertanto, come la società versi oggi in una situazione di grave incertezza economica, aggravata dalla presenza di azioni esecutive da parte di fornitori, lasciando poche speranze sulla possibilità di proseguire il campionato fino al termine della stagione sportiva. A ciò si aggiunga che l’intero ambiente di lavoro appare inadatto allo svolgimento delle ordinarie attività lavorative. Fino ad oggi l’intera rosa della Prima Squadra ha continuato ad allenarsi con impegno e spirito di sacrificio, per rispetto verso la città e verso i tifosi, dando fiducia a una Società che nel corso degli anni ha sempre mostrato serietà e oculatezza gestionale”.

Ma anche a Reggio Calabria siamo con ogni probabilità all’ultimo atto di una triste storia.

Come scrive Francesco Ferrari sul portale tuttoc. com, solo negli ultimi 4 anni ben 20 squadre non si sono potute iscrivere o sono fallire in B ed in C.

Eccole: Ancona (costretta nel 2017 a ripartire dalla Prima Categoria), Akragas (fallita nel 2018, ora in Promozione), Maceratese (fallita nel 2017, ora in Promozione), Pavia (fallita nel 2016, ora in D), Reggiana (fallita nel 2018, ora in D), Mantova (fallita nel 2017, ora D), Reggina (fallita nel 2015, ora in C), Real Vicenza (non iscritta in C 2015, attiva solo come settore giovanile), Venezia (fallita nel 2015, ora in B), Monza (fallito nel 2015, ora in C), Grosseto (fallito nel 2015, ora in Eccellenza), Barletta (fallito nel 2015, ora in Eccellenza), Savona (fallito nel 2015, ora in D), Martina Franca (ripescato nel 2014 e fallito), Ischia Isolaverde (fallito nel 2016, ora in Promozione), Modena (radiato il 6 novembre 2017, ora in D), Messina (fallito nel 2017, ora in D), Fidelis Andria (fallito nel 2018, ora in D), Mestre (autoretrocesso in Eccellenza nel 2018), Savoia (fallito nel 2015, ora in D) e il Vicenza (fallito nel 2018, ripartito in C dopo aver acquistato il titolo della Virtus Bassano).
Ma, purtroppo sembra non essere ancora finita…

Franco Ricciardi

Franco Ricciardi

Franco Ricciardi è nato a Genova nel 1955. Giornalista iscritto all’Albo dal 1980, ha collaborato e collabora con le più importanti testate genovesi, Il Secolo XIX, Il Lavoro, La Repubblica, il Corriere Mercantile ed è stato tra i primissimi radiotelecronisti genovesi (Radio Liguria 1, Telecittà, Telegenova, Primo Canale.

Negli anni 80 fondò, come editore, il giornale “Noi Genoani”, che veniva distribuito allo Stadio”.