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Governo, Conte annuncia i Ministri: Gualtieri all’Economia, Lamorgese all’Interno, Di Maio agli Esteri

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ROMA Governo. Dopo una febbrile mattinata di riunioni tra scontri e trattative, si è raggiunta un’intesa. I Ministri dell’esecutivo Conte bis a maggioranza ribaltata color giallorosso sono 21. Sette le donne. Mattarella: “Governo nato in base alle indicazioni della maggioranza parlamentare”. Giuramento domani alle 10. La fiducia alla Camera lunedi 9.

La lista dei Ministri è stata annunciata al Quirinale alle 15:30. Giuseppe Conte ha sciolto la riserva dinanzi al Capo dello Stato Sergio Mattarella e ha ufficializzato i nomi del suo esecutivo: il primo a maggioranza M5s-Pd con il supporto (compensato con un Ministro) di Leu. Il giuramento avverrà domani mattina alle 10. Quanto alla fiducia, si partirà dalla Camera: lunedì mattina.

La lista dei Ministri

Tra le novità, rispetto al totoministri delle ultime ore, c’è il nome di Nunzia Catalfo al Lavoro, esponente dei 5Stelle che ha contribuito a scrivere il reddito di cittadinanza. Mentre Stefano Patuanelli – finora capogruppo M5S al Senato, tra i più attivi nelle trattative per la nascita del governo giallorosso – andrà allo Sviluppo Economico. Quindi due 5Stelle nei dicasteri che erano guidati da Luigi Di Maio che, come noto da ore, guiderà gli Esteri (dopo il passo indietro rispetto alla casella di vicepremier). Il Ministro dell’Interno sarà invece un “tecnico”, l’ex Prefetto di Milano Luciana Lamorgese.

All’Economia andrà il dem Roberto Gualtieri  (il ritorno di un politico in Via XX Settembre, dopo la stagione dei tecnici). Alla Difesa Lorenzo Guerini del Partito democratico (renziano). Alla Giustizia confermato Alfonso Bonafede, autore della riforma del processo penale duramente contestata dalla Lega. Alle Politiche Agricole la renziana Teresa Bellanova. Ai Beni Culturali Dario Franceschini – con competenze anche sul Turismo – che era già stato alla guida di questo ministero nella scorsa legislatura. Paola De Micheli, attuale vicesegretaria dem, andrà alle Infrastrutture (al Nazareno resta dunque Andrea Orlando come vicesegretario unico). Roberto Speranza, di Leu, alla Salute.

All’Istruzione, Università e Ricerca Lorenzo Fioramonti, che era viceministro sempre all’Istruzione nel governo gialloverde. Sergio Costa – in quota 5Stelle – è stato confermato all’Ambiente. Federico D’Incà – esponente vicino a Fico – ai Rapporti con il Parlamento. Paola Pisano all’Innovazione (era Assessore all’Innovazione al Comune di Torino). Fabiana Dadone alla Pubblica Amministrazione. Francesco Boccia agli Affari Regionali. Vincenzo Spadafora allo Sport e Politiche Giovanili. Elena Bonetti, del Pd, alle Pari Oppurtunità. Enzo Amendola agli Affari Europei. Il dem Giuseppe Provenzano sarà Ministro per il Sud.

In tutto 21 ministri più il sottosegretario alle presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro di M5S: nove Pd, 10 Cinquestelle, uno di Leu e un tecnico al Viminale. Le donne sono sette. E c’è una predominanza di ministri meridionali: oltre al premier pugliese, sono nati al sud 11 ministri su 21. Due i romani.

Dopo la lettura dei ministri da parte del Premier, è intervenuto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha rivolto un ringraziamento alla “libera stampa” e poi ha pronunciato un discorso significativo: “Una volta che, in base alle indicazioni di una maggioranza parlamentare, si è formato un Governo – ha detto – la parola compete al Parlamento e al Governo”, che “nei prossimi giorni si presenterà davanti alle Camere per chiedere la fiducia e presentare il suo programma”. Insomma, il nuovo esecutivo è frutto di una maggioranza emersa alle Camere, come previsto dalla Costituzione.

E, non a caso, il primo messaggio politico che arriva è quello del leader della Lega Matteo Salvini. Ed è molto duro: “Lavoriamo come e più di prima, non potranno scappare dal giudizio degli italiani troppo a lungo: siamo pronti, il tempo è galantuomo, alla fine vinceremo noi”. Mentre Giorgia Meloni Segretaria di Fratelli d’Italia annuncia la manifestazione di piazza per lunedì – quando il Governo andrà alla Camera per la fiducia – con lo slogan: “Elezioni subito”.

Marcello Di Meglio

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