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Giovanissimo albanese terrorizzava ragazzini a San Fruttuoso estorcendo loro denaro

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Il Commissariato San Fruttuoso in via Marina di Robilant

In tanti hanno preso il coraggio e hanno denunciato il 16enne che è stato associato presso un istituto di pena minorile piemontese

Terrorizzava i ragazzini a San Fruttuoso estorcendo loro il denaro. Per questo motivo i poliziotti del Commissariato di San Fruttuoso, nei giorni scorsi, hanno sottoposto a fermo un 16enne di origini albanesi, pregiudicato, per il reato di rapina.

Già nelle prime settimane di agosto gli agenti avevano riscontrato che alcuni piccoli furti verificatisi nel quartiere e altri episodi, apparentemente di poco conto, potevano essere riconducibili ad una baby gang di nuova formazione che stava cominciando ad instaurare, soprattutto fra i più piccoli, un clima di paura ed omertà, tanto che fino ad allora nessuna denuncia formale era giunta in Commissariato.

Gli agenti hanno, pertanto, ritenuto opportuno intensificare il controllo del territorio nei luoghi in cui sono soliti ritrovarsi i più giovani, in particolare nei pressi dei giardini di piazza Martinez e di alcuni esercizi di via G.B. d’Albertis.

Proprio durante uno di questi controlli è stato fermato il 16enne albanese, soggetto conosciuto per la sua propensione a compiere reati predatori.

Durante la verifica dei documenti, ai poliziotti si sono avvicinati alcuni ragazzini che, dimostrando grande coraggio, hanno riferito di essere stati, poco prima, rapinati dal giovane albanese il quale, minacciando di strozzarli, si era fatto consegnare i pochi soldi custoditi nei loro portafogli.

Invitati tutti in Commissariato insieme ai genitori, i ragazzini hanno denunciato una situazione di vessazioni ed angherie operate dal 16enne, con cadenza quasi quotidiana, aggiungendo anche che era talmente grande la paura di ritorsioni insinuata dallo stesso, che non avevano mai raccontato nulla neanche ai famigliari.

Nei giorni successivi altri minori si sono presentati in Commissariato accompagnati dai genitori e, sulla scia dei primi, hanno preso coraggio raccontando altri episodi di estorsioni e prepotenza.

Il bullo, già ospite di una comunità genovese da cui è scappato molte volte, è stato associato presso un istituto di pena minorile piemontese.