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Cellulari in classe, Valditara: ‘A scuola si va per studiare, in arrivo una circolare’

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Il Ministro dell'Istruzione e Merito Giuseppe Valditara

 

Smartphones di ogni marca e modello, croce e delizia del genere adolescenziale. Ma se è vero com’è vero che avanza il fenomeno della dipendenza da cellulare tra i bambini e gli adolescenti (e non solo loro, n.d.r.), la Scuola Italiana in ristrutturazione da parte del nuovo Ministro dell’Istruzione e Merito, Giuseppe Valditara vuole liberarsi con convinzione dai telefonini in classe.

“Penso di intervenire sulla vicenda dei cellulari in classe con una circolare, vedremo se fare altre iniziative. Già una circolare del Ministro Fioroni aveva vietato i cellulari nelle classi, 15 anni fa, autorizzando sanzioni, a cui non sono favorevole, nei confronti di chi li usava in aula” – così il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ospite di Bruno Vespa a “Porta a Porta” il popolare multitalk in tarda serata su RaiUno che ha aggiunto tra l’altro: “La sfida di ridare autorevolezza ai docenti è fondamentale”.

E il titolare di Viale Trastevere ha rivangato anche il recente passato: “La Ministra Fedeli invece approvò una sorta di decalogo che liberalizzava i cellulari ma poi non divenne operativa – ha voluto chiarire. “A parte quando il cellulare sia richiesto, in classe si va per studiare e concentrarsi, non per chattare Vanno predisposte le misure per evitare che in classe si faccia altro, come peraltro già stabilito – secco e perentorio Valditara davanti all’occhio vigile e sornione di Vespa.

E ancora: “Fioroni (la cui circolare N. 80 del 2007 e tutt’ora in vigore, n.d.r.) prevede punizioni per chi trovato con il cellulare ma si tratta di fare come si fa al cinema, quando si va in classe il cellulare non lo si può usare, io chiedo solo questo – ha aggiunto il Ministro. “È un problema di civiltà e di considerare la scuola una cosa seria, dove ci sia rispetto per gli insegnanti, gli altri compagni e verso i beni pubblici, che sembra scontato ma sono soldi nostri. Poi è la collettività che mette i soldi per riparare i danni”. Ipse dixit.

Marcello Di Meglio