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Carlo Felice, prosegue il ciclo Mozart l’italiano

Carlo Felice, prosegue il ciclo Mozart l’italiano
Il maestro Fabio Biondi

Il ciclo sinfonico pluriennale intitolato Mozart l’italiano continua ad offrire l’esecuzione integrale delle Sinfonie mozartiane, di volta in volta messe in relazione con opere di compositori italiani barocchi, pre classici e suoi contemporanei e nella lettura di direttori d’orchestra specializzati in tali repertori, che  metteranno in luce alcuni aspetti di “italianità” musicale insiti nell’opera mozartiana.

Il prossimo  appuntamento con il ciclo Mozart l’italiano sarà il 25 aprile alle ore 20: il maestro Fabio Biondi dirigerà l’orchestra dell’Opera Carlo Felice.

Questa volta si indagherà  il rapporto  tra Mozart e la scuola milanese,  attorno alla metà del ‘700.

Diversi compositori si concentrarono su una ricerca molto innovativa attorno alla musica strumentale. Antonio Brioschi, Carlo Monza e Angelo Maria Scaccia furono tra i principali esponenti della scuola milanese, ciascuno allievo del capostipite Giovanni Battista Sammartini. Il loro lavoro segnò il passaggio dal più barocco genere del concerto grosso alla sinfonia.

Nel contesto sinfonico  furono  significativi  gli apporti della scuola milanese. Venne stabilizzata la struttura in tre movimenti;  a questo proposito fu di grande rilevanza il lavoro di Antonio Brioschi, che tra gli anni Trenta e Cinquanta si dedicò esclusivamente  alla composizione di sinfonie tripartite, garantendo insieme a Sammartini un’impostazione stilistica definita e riconoscibile. Anche la sinfonia avanti l’opera iniziava a guadagnare una propria autonomia, ne è esempio La tempesta di mare di Carlo Monza, inizialmente composta come ouverture dell’opera Ifigenia in Tauride del 1784, dalla forma tripartita Allegro – Adagio – Allegro assai. Alla struttura classica si aggiunge una vitalità accesa, dai toni intensi, ispirati alle prime correnti stürmisch che stavano nascendo oltralpe nello stesso periodo. Il concerto per solista e orchestra venne a propria volta approfondito e sviluppato, con particolare attenzione al concerto per violino e pianoforte. Tra gli altri esponenti della scuola milanese, Angelo Maria Scaccia, compositore e violinista, contribuì  a questo genere, determinando l’unione tra lo stile sinfonico italiano e la scrittura virtuosistica per il violino.

E’ noto che Mozart visitò l’Italia in diverse occasioni con il padre Leopold, tappe fondamentali nella sua formazione. A Milano ebbe modo di incontrare Sammartini nel 1770, e conobbe da vicino l’ambiente musicale della città, dove gli vennero commissionate quattro sinfonie e l’opera Mitridate re di Ponto. Tra queste, la Sinfonia n. 11 K. 84, che si basa proprio sulla forma tripartita italiana con sorprendente padronanza nell’articolazione orchestrale e inventiva stilistica. A qualche anno dopo risale il Concerto per violino in re maggiore K. 271, composto a Salisburgo nel 1777. La paternità di questo concerto è stata a lungo discussa, ma sembra infine potersi definitivamente attribuire a Mozart. Qui ritorna la struttura italiana, unita ad un estro singolare per quanto riguarda il virtuosismo solistico e al gusto mozartiano che aveva ormai assunto una forma propria e inconfondibile. ELI/P.

Questo il programma:

WOLFGANG AMADEUS MOZART
Sinfonia n. 11 in re maggiore K. 84 (73q)

CARLO MONZA
Sinfonia in re maggiore La tempesta di mare

GIOVANNI BATTISTA SAMMARTINI
Sinfonia in sol minore JC 57

ANGELO MARIA SCACCIA
Concerto per violino in mi bemolle maggiore

ANTONIO BRIOSCHI
Sinfonia in re maggiore

WOLFGANG AMADEUS MOZART
Concerto per violino e orchestra n. 7 in re maggiore K. 271a.