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Carige: 1.050 dipendenti in esubero e chiusi 100 sportelli

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Banca Carige

Il fondo d’investimento americano BlackRock potrebbe fare un’offerta sull’intero patrimonio dell’istituto ligure Carige. Questo è quanto hanno rivelato giorni fa vari quotidiani finanziari. La situazione Carige è grave e preoccupante per chi ha investito, in anni non sospetti, notevoli somme di denaro in azioni ed obbligazioni.

Oggi l’istituto di credito è commissariato dalla Bce. Il governo composto da Movimento 5 Stelle e Lega per tenere in vita la banca genovese (sarà in amministrazione straordinaria fino al 30 settembre) ha garantito fino a tre miliardi di nuove obbligazioni. Nel marzo 2019 i commissari hanno presentato alla Banca Centrale Europea un piano industriale basato su tre pilastri: drastica riduzione dei crediti deteriorati, forte riduzione del personale mille esuberi, la chiusura di cento sportelli e un aumento di capitale di 630 milioni di euro.

Non è chiaro a chi verranno ceduti i crediti non performanti, anche perché è difficile scoprire quali alchimie finanziarie hanno in mente i banchieri, ma quel che più interessa ai dipendenti bancari è la garanzia dell’occupazione e per il personale vicino alla pensione una uscita indolore e dignitosa.

«Si passerà da 4mila a 3mila colleghi attraverso accordi individuali e pensionando un po’ di gente sfruttando le possibilità previste da quota 100.» Queste le parole di Fabio Innocenzi, uno dei tre commissari. L’ennesima ristrutturazione della banca passerà per una nuova riduzione del personale, nell’ordine di 1.050 dipendenti circa e la chiusura di circa cento sportelli.

«Carige non può essere ripulita per fare una boutique ed essere ceduta a qualche fondo estero. ̶ Spiega Fabi Lando Sileoni, segretario generale del sindacato  ̶ Diverso è il caso di Unipol e Bper, che hanno fatto l’operazione per scongiurare l’attacco di qualche fondo speculativo nei prossimi anni. Siamo contrari alla banca-boutique perché già oggi oltre il 50% del sistema bancario è in mano a fondi stranieri». Difficile dar torto a Sileoni, ci spiega un funzionario bancario pensionato.

«Se gli americani comprano, la colpa è nostra. Una delle banche più antiche al mondo è stata distrutta da gestione pessima nel silenzio delle autorità di vigilanza. In questo caso non possiamo stupirci se un altro pezzo d’Italia rischia di finire in mano straniera.» Tutto questo, però, non basta. E’ necessario un aumento di capitale. Se l’anno scorso bastavano 400 milioni ora ne servono 600 per un vero rafforzamento patrimoniale. ABov