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Bollette non pagate dai furbetti addebitate agli onesti, Pastorino (RaS): paradossale

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Bolletta energia elettrica (foto d'archivio)

“Un bel regalo di San Valentino per tutti gli italiani. Il 14 febbraio, infatti, l’Autorità dell’energia Arera, in accordo con il Consiglio di Stato, ha stabilito che gli oneri di sistema già versati ma non incassati per effetto di morosità saranno ridistribuiti fra tutti gli utenti non morosi”.

Lo ha dichiarato oggi il capogruppo regionale di Rete a Sinistra-Liberamente Liguria Gianni Pastorino.

“Una voce contenuta in tutte le bollette elettriche non pagate dai morosi, che genera un buco di 200 milioni di arretrati – ha aggiunto Pastorino – dovrà essere saldata dai cittadini che pagano regolarmente. È come spedire in carcere un innocente al posto di un condannato latitante, perché qualcuno deve pur scontare la pena. Con questo fantastico espediente, le società elettriche socializzano una parte delle perdite ma naturalmente non sarebbero mai disposte a socializzare i profitti.

In Italia, infatti, assistiamo a un incredibile balletto. Le bollette lievitano a prescindere dal prezzo dell’energia, proprio effetto di quei costi indiretti che pesano in maniera consistente sulle tasche degli italiani.

Proprio una bella pensata, con tanto di giustificazioni giuridiche, che in sostanza fa pagare di più chi ha già pagato senza contrastare minimamente l’evasione. Se applicassimo lo stesso metodo all’evasione fiscale, imponendo ai cittadini onesti anche solo una parte del mancato gettito, significherebbe che lavoratori e pensionati che non possono evadere pagherebbero una fetta di quei 130 miliardi di Euro evasi nel nostro Paese.

Una vera e propria chicca, che cade in un momento politicamente sensibile e che getta l’ennesima ombra sul sistema di relazioni industriali che domina il Paese. Perché in Italia ‘liberalizzare’ significa che le aziende possono fare ciò che vogliono, giocando con le utenze e incentivando i contratti facili, a portata di click. Determinano le condizioni per l’aumento delle tariffe dei servizi, dopodiché trovano la scappatoia con provvedimenti del genere.

Un precedente incredibile, molto più paradossale di un amento dei pedaggi autostradali o dei biglietti ferroviari; provvedimenti già di per sé gravi per chi ha difficoltà ad arrivare a fine mese .  Ma stavolta si va oltre: chi ha già pagato dovrà pagare di nuovo, per servizi che non utilizzerà. E sorge spontanea una domanda. Se l’azienda X riuscirà a recuperare il dovuto dall’utente moroso, cosa farà di quanto già incassato dal surplus imposto ai non morosi? Restituirà le somme o farà finta di nulla, tenendo per sé il doppio introito?”.