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Becchi contro il vaccino Pfizer. Intanto Orban prende quelli classici: cinesi e russi

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I "tweet" del prof. Becchi

“Se hai patologie pregresse e muori dopo con Covid sei morto per il Covid. Se hai patologie pregresse e muori dopo il vaccino Pfizer sei morto per le patologie pregresse. Logico, no?”.

Lo ha dichiarato oggi su twitter il prof. genovese Paolo Becchi, che da diversi giorni sta raccogliendo opinioni di esperti e analizzando gli “effetti indesiderati” del vaccino mRna (ossia Rna messaggero) di Pfizer-BioNTech in distribuzione in Europa.

“Anche Bloomberg – ha riferito in un altro ‘tweet’ il prof. Becchi – ora segnala che qualcosa non va col vaccino Pfizer”.

Norway Warns of Vaccination Risks for Sick Patients Over 80 – Bloomberg

In sostanza, secondo quanto riportato da Bloomberg, i funzionari del Governo norvegese hanno riferito che 23 persone sono morte nel Paese poco tempo dopo aver ricevuto la loro prima dose di vaccino. Di questi decessi, 13 sono stati sottoposti ad autopsia, con i risultati che suggeriscono che gli effetti collaterali comuni possono aver contribuito a gravi reazioni in persone fragili e anziane, secondo l’Agenzia del farmaco della Norvegia.

AGGIORNAMENTO – Covid e nuovo vaccino Rna messaggero: in Norvegia 29 morti tra fragili e over 75

Inoltre, Emer Cooke, il nuovo capo dell’Agenzia europea per i medicinali, ha affermato che monitorare la sicurezza dei vaccini Covid, in particolare quelli che si affidano a nuove tecnologie come l’Rna messaggero, sarebbe una delle sfide più grandi una volta che le inoculazioni saranno diffuse su vasta scala.

In tal senso, come hanno riportato ieri l’agenzia Nova e l’agenzia Mti citando Gergely Gulyas, capo della cancelleria del premier ungherese Viktor Orban, l’Ungheria ha ignorato le indicazione della UE e raggiunto un accordo con la cinese Sinopharm per la fornitura di vaccini anti-Covid.

Il vaccino cinese, un po’ come il vaccino anti Covid “Sputnik V” realizzato dagli esperti di Vladimir Putin con due adenovirus, lo ricordiamo, non è di tipo Rna messaggero, ma classico.

Ossia, in estrema sintesi, realizzato con una combinazione di virus inattivato che secondo gli esperti risulta innocua per l’uomo perché incapace di replicarsi e di causare malattia.

Vaccini contro Covid-19: elenco degli studi clinici – Infovac.ch (piattaforma creata dalla Facoltà di Medicina di Ginevra)

L’esponente ungherese ha dichiarato che le forniture che avvengono nel quadro del programma di vaccinazione europeo sono troppo lente (le consegne settimanali ammontano a meno di 100mila dosi e servirebbero circa 30 settimane per vaccinare 3 milioni di persone a rischio) e l’Ungheria continuerà a trattare con produttori russi e cinesi per ottenere forniture aggiuntive.

Guylas ha anche affermato che Israele, la Cina e il Regno Unito, dopo l’uscita di quest’ultimo dall’Unione europea, sono stati in grado di produrre e/o procurarsi vaccini in modo più efficace della stessa UE.

“Abbiamo già praticamente un’intesa con Sinopharm – ha riferito Gulyas – la prima consegna potrebbe contare fino a un milione di dosi”.

La tempistica di tale fornitura dipende dalla rapidità con la quale l’agenzia ungherese del farmaco darà il via libera all’uso del vaccino cinese.

L’Ungheria, che ha chiesto anche il vaccino russo (6mila dosi sono già state consegnate a fine dicembre), finora ha ricevuto 129.860 dosi dei vaccini di Pfizer e Moderna, di cui circa 96.100 mila già inoculate ai pazienti. Il totale delle dosi prenotate da Budapest nel quadro dell’accordo UE è di 19,7 milioni.