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Balneari, Sartori: Governo Draghi tira dritto e spazza via 30mila imprese

Giorgia Meloni (FdI)

“Il giorno successivo alla presentazione alla Camera, da parte di Fratelli D’Italia, di una mozione che chiedeva con forza l’esclusione delle concessioni demaniali con finalità turistico ricreative dalla direttiva Bolkestein, proprio come hanno fatto altri Paesi europei, il Governo, con un colpo di mano, ha elaborato un emendamento che invece prevedeva la messa a gara di queste concessioni”.

Lo hanno dichiarato i responsabili di FdI Daniela Colombo (dipartimento regionale turismo), il ligure Augusto Sartori (dipartimento ristorazione), Costanza Bianchini e il suo vice Raffaello Bastiani.

“Il comportamento della maggioranza di Governo è schizofrenica – hanno spiegato i dirigenti di Fratelli d’Italia – con la mano destra votano in Consiglio dei Ministri ed in parlamento mentre con la sinistra scrivono comunicati stampa in cui chiedono che il Parlamento ponga delle soluzioni.

Noi come FdI abbiamo da sempre una sola parola e la nostra mozione lo dimostra.

La mozione presentata da FdI impegna innanzitutto l’esecutivo ad adoperarsi in sede europea al fine di sostenere l’inapplicabilità della direttiva 2006/123 al settore delle concessioni demaniali marittime, fluviali e lacuali per finalità turistico-ricreative, poiché’ trattasi di concessioni di beni e non di servizi, rilevando altresì che ex articolo 195 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in materia di turismo.

L’Unione europea può limitarsi soltanto ad una politica di accompagnamento e richiedendo un trattamento equo e non discriminatorio rispetto ad altri Stati europei come Spagna e Portogallo, che hanno prorogato le concessioni senza alcuna contestazione da parte dell’Unione europea e a individuare tutte le opportune soluzioni, anche di carattere normativo, volte a disporre l’esclusione definitiva dal campo di applicazione della cosiddetta direttiva servizi delle concessioni demaniali marittime, fluviali e lacuali per finalità turistico-ricreative.

Non sono, come si vede, delle differenze capziose, sono sostanziali per la difesa del nostro turismo che da lavoro a migliaia di italiani che con l’indotto arrivano a milioni, ma apprendiamo con rabbia e delusione che ieri quell’emendamento è stato firmato e inserito nel dl concorrenza.

Si tratta della decisione arbitraria di espropriare 30 mila imprese, famiglie di imprenditori, lavoratori, fornitori, che facevano affidamento su una legge italiana che garantiva loro di poter gestire la propria concessione fino al 2033.

Una scelta, questa, che non favorisce in alcun modo lo sviluppo del turismo, ma anzi, espone le nostre coste all’assalto delle multinazionali. Questo è un governo che non tutela i lavoratori, la tipicità e peculiarità del nostro Paese”.