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Arteam Cup Focus, sei mostre nel centro di Genova

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Arteam Cup Focus, sei mostre nel centro di Genova

Arteam Cup Focus Genova – Arte in Centro | Open day: 26 giugno 2020, dalle 12.00 alle 20.00.

L’Associazione Culturale Arteam di Albissola Marina (SV) presenta Arteam Cup Focus Genova | Arte in Centro, sei mostre realizzate in collaborazione con sei gallerie del centro di Genova: Prisma Studio, UnimediaModern Contemporary Art, VisionQuesT 4rosso – Contemporary Photography, Studio Rossetti, Guidi&Schoen Arte Contemporanea e ABC-ARTE. L’evento prenderà vita venerdì 26 giugno con un open day dalle 12 alle 20, per permettere l’ingresso contingentato nelle varie sedi espositive, nel rispetto dei protocolli anti Covid.
Arteam Cup Focus Genova | Arte in Centro – che nasce come “premio speciale” all’interno di Arteam Cup, concorso d’arte contemporanea ideato e promosso dall’associazione albissolese Arteam – riunisce sei “premi di galleria” e ne amplifica la portata grazie alla sua logica territoriale fortemente partecipativa.
Gli artisti, protagonisti dell’evento genovese e selezionati dalle rispettive gallerie nell’edizione 2019 di Arteam Cup tenutasi a Villa Nobel a Sanremo (IM), presenteranno la propria ricerca attraverso una personale visitabile sino al 25 luglio: Mona Lisa Tina, Armida Gandini, Shoko Okumura, Fabrizio Ferrari, Silvia Infranco e Fabio Tasso.

A seguire, le specifiche delle sei mostre personali che compongono Arteam Cup Focus Genova | Arte in Centro:

Mona Lisa Tina. Ognuno per Sé
a cura di Livia Savorelli
26 giugno – 25 luglio 2020
Prisma Studio
Vico dei Ragazzi 14 r, Genova
Info: www.prisma-studio.org

Il progetto Ognuno per Sé di Mona Lisa Tina, a cura di Livia Savorelli, è articolato su due livelli di significato perfettamente integrati tra loro: il primo propone l’esposizione della struttura dei campanacci utilizzata durante lo svolgimento della performance L’Albero delle bugie e di una polaroid in bianco e nero di documentazione. Il secondo è composto da due progetti fotografici inediti pensati appositamente per la mostra: Rosso (articolato in  tre scatti) e Nero (articolato in quattro scatti), oltre alla proiezione del video dal titolo Al Posto mio, realizzato nei giorni del lockdown.
Il progetto inizialmente prevedeva, nel giorno dell’opening, la presentazione di una performance inedita, che avrebbe comportato un’interazione anche fisica con il pubblico,  che non sarà realizzata per il rispetto della salute di tutti in questo difficile momento.
Gli elementi costanti dei due progetti, Rosso e Nero, sono sempre il Corpo e lo spazio naturale o urbano, in una dimensione onirica di sospensione e attesa. Il video Al posto mio, che conclude il percorso della personale, è stato realizzato tramite la cam dell’Iphone dell’artista, dalla finestra dello studio della sua abitazione a Bologna durante i giorni del lockdown. In quel periodo di isolamento sociale e dopo il confronto con Clara Pacifico (NM>contemporary), Mona Lisa Tina ho pensato di realizzare un nuovo progetto in cui venisse completamente eliminata la sua presenza fisica, sostituita solo dalle sue parole, come unica voce narrante, in un intrecciarsi di paure e desideri personali nei momenti più terribili della pandemia. Un messaggio di speranza che auspica una differente coscienza/consapevolezza che questa esperienza ha lasciato nel nostro cuore e nel mondo.

Artista visiva e arte terapeuta, Mona Lisa Tina vive e lavora a Bologna. Nata a Francavilla Fontana (BR) nel 1977, si è diplomata nel 2005 in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna e si è specializzata nel 2012 in Arte Terapia presso Art Therapy Italiana.
È referente didattico del Corso Triennale “NUOVE ARTI TERAPIE” – indirizzo Arti Visive e Performative – Bologna.
L’artista pone al centro di tutte le sue riflessioni il Corpo come luogo di continui processi trasformativi psichici e fisici. Le sue azioni accolgono riflessioni sui temi universali dell’identità, dell’incontro profondo con l’altro e della fiducia positiva nel cambiamento: un cambiamento che è possibile solo attraverso il dialogo e il confronto autentico tra le persone, al di là di qualunque tipo di differenza. Mona Lisa Tina desidera così promuovere un momento di quasi ancestrale autocoscienza e una reale riappropriazione identitaria. www.monalisatina.it

Armida Gandini. Gustose e Dolcissime
con testo critico di Piero Cavellini
26 giugno – 25 luglio 2020
UnimediaModern Contemporary Art
Piazza Invrea 5/b, Genova
Info: www.unimediamodern.it

In occasione della sua prima personale alla galleria UnimediaModern Contemporary Art, Armida Gandini ha ideato un allestimento che pone in dialogo due opere: il video Pulses e l’installazione ambientale Gustose e Dolcissime, dalla quale trae origine il titolo della mostra.
Il tema centrale di entrambi i lavori è la lacrima, analizzata in Pulses a partire dal dolore, condensato nel bagliore di ogni goccia di pianto delle 8 lacrime sul volto della Madonna ai piedi della crocifissione, splendidamente enfatizzate dal pittore fiammingo Rogier van der Weyden (1444 circa), nel trittico de I Sette Sacramenti; l’installazione Gustose e Dolcissime, che da Pulses si sviluppa, origina invece dal flusso infinito dello scorrere della lacrima nel tempo che, goccia dopo goccia, porta alla creazione e sedimentazione di volumi plastici, ben resi dall’artista attraverso il vetro di Murano.

Armida Gandini (Brescia, 1968). Vive e lavora a Verolanuova (BS). Consegue il diploma in Pittura presso l’Accademia di Brera.
Artista versatile, Gandini presenta progetti che si sviluppano mediante linguaggi diversi,  come il disegno, la fotografia, l’installazione e il video. Indagare una tematica attraverso prospettive diverse, le consente di attuare una riflessione che diventa allestimento nello spazio. Fin dai primi lavori, l’identità è indagata attraverso le esperienze di vita nella relazione con l’altro, con il mondo e con la storia culturale dell’uomo. Questa oscillazione tra pubblico e privato deriva dal tentativo di trovare la propria individualità nella moltiplicazione, in uno scenario che si fa sempre più complesso dal punto di vista sociale e antropologico. www.armidagandini.it

Shoko Okumura. Universo fluttuante
con testo critico di Viana Conti
26 giugno – 25 luglio 2020
VisionQuesT 4rosso – Contemporary Photography
Piazza Invrea 4r, Genova
Info: www.visionquest.it

La ricerca di Shoko Okumura, una cui sintesi è presentata in occasione della personale Universo fluttuante che si terrà negli spazi della VisionQuesT 4rosso – Contemporary Photography, indaga il rapporto Uomo / Natura colto attraverso la lente del tempo: tutto cambia, si trasforma, si manifesta con caratteristiche imprevedibili e diverse. Tutte le “cose del mondo” sono in continuo movimento e mutamento e si definiscono sulla base della fluidità attribuita dal cambiamento. Questa tematica si ricollega con la formazione dell’artista e i suoi studi inerenti al restauro d’affreschi: una riflessione su come conservare lo spirito del tempo, arginando l’alterazione determinata dal suo scorrere.
La Natura, soggetto prediletto della pittura tradizionale giapponese, soprattutto nella sua mutazione ciclica determinata dal cambio delle stagioni, viene osservata dalla Okumura anche come elemento soggetto al grande impatto antropico che altera e ridefinisce il paesaggio.
Questa ambivalenza tra naturale e artificiale si riflette nella modalità di approccio alla pittura: l’utilizzo di molti pigmenti che l’artista ricava dalla natura (terra, roccia, coralli, minerali, conchiglie) in dialogo con la componente, metallica ed artificiale, della foglia d’oro e d’argento.

Shoko Okumura nasce in Giappone nel 1983, attualmente vive e lavora a Milano. Si laurea in Pittura Tradizionale Giapponese alla Tokyo University of the Arts (Accademia Belle Arti di Tokyo) nel 2008. Riceve una prestigiosa borsa di studio stanziata dal governo giapponese.
Subito dopo la laurea si trasferisce in Italia per imparare il restauro d’affreschi presso l’Università Internazionale dell’Arte di Firenze; viene così a conoscenza delle caratteristiche dei pigmenti italiani ed inizia una sperimentazione che la porta a mescolarli con le tecniche di pittura giapponese, che si avvalgono molto dell’utilizzo della foglia d’oro e d’argento. La sua ricerca è volta alla rappresentazione della relazione esistente fra uomo e natura. www.shokookumura.com

Fabrizio Ferrari. Frammenti di un ricordo
con testo critico di Matteo Galbiati
26 giugno – 25 luglio 2020
Studio Rossetti
Via Chiabrera 33r, Genova
Info: www.studiorossettiartearchitettura.it

Frammenti di un ricordo è la prima personale di Fabrizio Ferrari a Genova da Studio Rossetti che, in un allestimento studiato appositamente per l’occasione, accoglie lo sfumato languore del bianco e nero della pittura dell’artista. In un mondo ossessionato e soverchiato dalla ridondanza delle immagini, questi dipinti annullano gli orizzonti visivi del visibile del nostro tempo, delle nostre memorie e delle nostre conoscenze per favorire attimi di pausa e rallentamento, in cui il pensiero recupera il legame con una più lenta e silenziosa riflessione. L’atto pittorico fa convergere sulla superficie del quadro l’esito di una repentina cancellazione che, smarrendo l’identità del reale con un gesto di estinzione della verità tangibile e concreta, trasferisce, proprio in un peculiare e soffuso senso di assenza, l’identità poetica e lirica di nuovi possibili soggetti. La luce e l’ombra della pittura di Ferrari spezzano le abitudini e le convenzioni per rigenerare il vissuto, i ricordi e le esperienze individuali attraverso quell’inafferrabile interiorità nascosta, spesso inascoltata e inespressa, che alberga nell’animo di ciascuno di noi.

Fabrizio Ferrari, nato a Milano nel 1971, si è diplomato al liceo artistico R. Sanzio di Pavia. Ammesso alla Accademia di Belle Arti di Brera, abbandona al primo anno per formarsi come attore presso lo Studio Laboratorio di Raul Manso e la Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi. Nel 2015, grazie all’incontro con Vincenzo Marsiglia, che lo coinvolge attivamente nel progetto Stars, espone in una personale dal titolo Evaporazioni alla galleria Bianca Maria Rizzi & Mathias Ritter di Milano.

Silvia Infranco. Keròn
con testo critico di Claudio Musso
26 giugno – 25 luglio 2020
Guidi&Schoen Arte Contemporanea
Piazza dei Garibaldi 18r, Genova
Info: www.guidieschoen.com

Keròn, il progetto espositivo di Silvia Infranco ideato per la Guidi&Schoen Arte Contemporanea, si sviluppa a partire dalla materia prediletta dall’artista – la cera – declinata attraverso i suoi principali significati simbolici: memoria, origine vitale, conservazione e decorso temporale. Il processo di realizzazione delle opere avanza, così, per depositi progressivi e, accogliendo il ritmo temporale degli accadimenti, definisce nuove personali organicità di superficie le quali, affiorando per velature, si fanno narrazione metamorfica che evoca una ritualità evolutiva e una testimonianza di entropia del ciclo della vita.
L’osservazione delle opere esposte potrà condurre all’interno di differenti scenari in cui il ricordo continua a germogliare e a crescere, nutrendosi di tracce ed immagini che tentano di sfuggire l’oblio.

Silvia Infranco nasce a Belluno nel 1982. Dopo gli studi giuridici, nel 2016, consegue il diploma in Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna sotto la guida del prof. Caccioni.
Nella ricerca artistica di Infranco cera, carta, legno compongono superfici che, sottoposte ad appropriazione per stratificazione, macerazione, asportazione, inclusione oggettuale, si impressionano, restituendo allo sguardo nuove memorie.
Il frequente uso della cera è legato alla forte capacità mnemonica e protettiva delle sostanza, mentre il ricorso all’acqua evoca il processo di rinascita e di decomposizione.
L’attenzione ricade sul concetto di decorso temporale, fautore di accumulo o consunzione, rispetto al quale la cera si fa antidoto contro la cancellazione e disgregazione della materia.
L’artista inizia ad esporre in diverse città italiane, all’interno di spazi pubblici e privati, a partire dall’anno 2008 e nel 2018 il suo lavoro viene esposto a San Pietroburgo durante il VII Forum Internazionale della Cultura, essendo tra gli artisti selezionati per rappresentare le Accademie di Belle Arti italiane.
La prima significativa mostra personale in uno spazio pubblico si svolge nel 2019 presso l’Ala Nuova del Museo della Città di Rimini nell’ambito della rassegna d’arte biennale Vie di dialogo. A settembre 2019, si svolge l’ultima personale Tempus fugit, imago latet (perché non voglio dimenticare), curata da Marina Dacci presso gli spazi della galleria Marignana Arte a Venezia. www.silviainfranco.com

Fabio Tasso. Systēma
a cura di Luca Bochicchio
26 giugno – 11 settembre 2020
ABC-ARTE
Via XX settembre 11A, Genova
Info: www.abc-arte.com

La mostra Systēma di Fabio Tasso, a cura di Luca Bochicchio, si compone di sculture e disegni realizzati attraverso macchine che lo stesso artista crea, a partire da elementi a basso costo: tanti piccoli oggetti riuniti a formare un corpo unico che diventa, quindi, sistema.
Molto importante, per il giovane artista savonese, è il processo – da qui la scelta di inserire in mostra sia i progetti dei macchinari sia i video che mostrano il loro funzionamento – alla fine del quale emerge il residuo, ovvero la scultura. Una scultura per sua definizione anonima ma universale costituita dal rapporto tra corpo e spazio. Un “senza titolo” definito da un codice di catalogazione con celate tutte le informazioni sull’opera, da decifrare e scoprire seguendo un processo molto simile all’indagine archeologica.

Fabio Tasso è nato a Savona nel 1990. Vive e lavora tra Savona e Genova.
Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Genova, dove si immerge nel mondo della Scultura. Durante gli studi, nel 2012, vive ed insegna in Nepal nel monastero buddhista Neydo Tashi Choling. Lì ha modo di approfondire il concetto essenziale per la sua ricerca: il vuoto ed il rapporto che questo ha con il pieno.
Dopo il diploma a Genova si trasferisce a Carrara, dove completa gli studi e dove inventa i suoi primi macchinari che utilizza per fare scultura. Vincitore di numerosi concorsi, partecipa a simposi di scultura, residenze artistiche e avvia la sua attività artistica tra Europa e Stati Uniti. Dal 2015 è stato professore presso i licei artistici della provincia di Savona e presso l’Accademia di Belle Arti di Genova. www.fabiotasso.com

Maggiori info su www.arteam.eu