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Anziani truffati a Genova, il finto nipote che chiama dalla caserma

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Anziani truffati a Genova, il finto nipote che chiama dalla caserma
Anziana in casa (foto di repertorio)

In due colpi il bottino di circa 60 mila euro

Ieri è stata una giornata in cui gli anziani a Genova sono stati al centro di truffe o tentativi. Due truffe sono state portate a segno e una non è riuscita ieri a Genova.

Il primo colpo è stato messo a segno ad Albaro in un’abitazione di via Righetti. Qui la vittima, un’anziana genovese, ha ricevuto una telefonata durante la quale un uomo si è spacciato per il nipote di cui conosceva il nome e informava la donna che la propria mamma aveva commesso un incidente stradale e che era detenuta all’interno di una caserma dei carabinieri.

Per risarcire il danno cagionato e permettere la liberazione della nuora sarebbero serviti 45.000 euro, somma che il giovane ovviamente non possedeva.

L’anziana, spaventata dal racconto, ha radunato tutti i suoi gioielli.

Dopo pochi minuti alla porta si è presentata una donna a cui la vittima ha consegnato tutti i gioielli per un valore di circa 50mila euro.

Stessa dinamica per la seconda truffa in via Mendoza a Quinto dove il bottino ammonta a 10 mila euro.

Qui un truffatore si è presentato come tecnico dell’acquedotto e, una volta entrato nell’abitazione dell’anziana vittima, ha aperto tutti i rubinetti contaminando l’acqua con una sostanza marrone e maleodorante, convincendola così dell’effettivo guasto e del rischio di “combustione” di monili e denaro. La donna, allarmata, ha così preso tutti i gioielli (10.000 euro valore stimato) e 600 euro in contanti e li ha messi nel frigo, così come indicato dal truffatore che le anche chiesto di chiudere tutti i rubinetti della casa così da permettergli la fuga.

In via Bracelli, invece, la coppia di anziani non ha creduto ad un sedicente operaio dell’acquedotto incaricato di svolgere verifiche per un guasto con conseguente rilascio di sostanze tossiche.

L’uomo ha invitato i due anziani a consegnargli tutti i preziosi ed i contanti. In questo caso la coppia, si è resa conto della possibile truffa, e ha risposto che in casa non custodivano alcun oggetto prezioso né denaro, rendendo vane le insistenti richieste dell’uomo.

La Polizia Scientifica, dove è stato possibile, ha effettuato i rilievi del caso, mentre gli agenti della Squadra Mobile hanno avviato le indagine per risalire ai responsabili di questi odiosi reati.