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Tentano rapina da tabacchino a Sestri, ma la Polizia li arresta

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Un tabacchino (foto di repertorio)

Due rapinatori pensavano di “vincere facile” così come recita il noto spot, ma così non è stato.

Due rapinatori la sera del 2 aprile, pistola alla mano, hanno tentato di rapinare un tabacchino in zona Sestri.

I due, infatti, dapprima hanno giocato al lotto presso la rivendita di tabacchi e, dopo circa un’ora, si sono ripresentati con il volto travisato e ben altra intenzione, non certo con la speranza di ricevere il bacio della dea bendata, ma piuttosto quella di commettere una rapina.

I loro movimenti, però, non sono sfuggiti agli investigatori della Squadra Mobile, impegnati in costanti servizi di prevenzione e repressione dei reati predatori.

Gli agenti della Sezione Criminalità Diffusa, dopo aver notato due persone a bordo di un auto, aggirarsi in maniera sospetta in zona Ponente, hanno deciso di seguirli a distanza per monitorarne le mosse.

Presto i  sospetti si sono rivelati fondati, proprio perché quella seconda sosta presso lo stesso tabaccaio, a distanza di solo un’ora dalla prima, apparsa alquanto strana, soprattutto in considerazione del fatto che l’autista è rimasto in auto con il motore acceso, si rivelata essere una rapina.

I poliziotti, quindi, avvicinandosi al tabaccaio hanno notato uno dei due entrare con il viso coperto da un passamontagna.

A quel punto, hanno bloccato il complice a bordo dell’auto e, mantenendo alta la lucidità, hanno atteso all’esterno il rapinatore al fine di evitare situazioni di pericolo sia per il commerciante, che per eventuali clienti.

Una volta fuori, l’uomo è stato bloccato e disarmato: aveva tra le mani ancora il sacchetto con i circa 2500 euro rubati e una pistola che successivamente si è compreso essere una fedele riproduzione in metallo di quelle in uso alle forze dell’ordine.

I due uomini, F.N. e G.M. rispettivamente di 37 e 33 anni, italiani, residenti a Genova, sono stati dichiarati in arresto e su disposizione del P.M. di turno associati alla Casa Circondariale di Marassi.

La perquisizione, effettuata ad entrambi, ha consentito di rinvenire anche la ricevuta del lotto. I due avevano giocato un terno sulla ruota di Genova: 2, 46 e 90 che per chi conosce la smorfia corrispondono al denaro, forse quello che credevano di guadagnare dal colpo e alla paura, che forse pensavano di incutere ma, per la cronaca, i numeri non sono stati estratti.