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Spese pazze, dalla Corte Conti richiesta di maxi risarcimento per tre ex consiglieri

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La Corte dei Conti di Genova

I giudici della Corte dei Conti della Liguria, in merito alle indagini sulle cosiddette “spese pazze” in Regione, hanno condannato per danno di immagine ad un maxi risarcimento di quasi 450 mila euro tre ex consiglieri regionali ed una loro collaboratrice. Il periodo è quello compreso tra il 2008 e il 2009.

Si tratta di Franco Bonelli, Lorenzo Casté, Roberta Gasco, all’epoca dei fatti consiglieri del gruppo Unione a Sinistra e Sinistra Indipendente e della loro collaboratrice Simona Vergani.

I tre ex consiglieri dovranno risarcire oltre 148 mila ciascuno; Simona Vergani, invece, è stata condannata a un risarcimento di oltre 4.600 euro.

I quattro vennero condannati, nel 2018, dalla Corte d’appello di Genova in quanto ritenuti responsabili di falso e peculato.

La procura contestava loro di aver “sviato fondi destinati al funzionamento dei gruppi consiliari per 458 mila euro”.

Tra le spese considerate non inerenti, erano state presentate ricevute risultate contraffate, per taxi, giornali, ristoranti, fine settimana in località turistiche e trasferte per assistere a concerti.

La procura contabile, a seguito della sentenza di secondo grado, ha citato in giudizio per danno di immagine i tre ex consiglieri e la loro assistente.

I giudici contabili nella sentenza sottolineano come “le condotte appropriative abbiano riguardato importi considerevoli, per diverse centinaia di migliaia di euro.” Inoltre “La gravità è accentuata dalle modalità particolarmente insidiose delle condotte, giacché i convenuti hanno ripetutamente proceduto alla produzione di ricevute false”.

Secondo i giudici, inoltre, i tre ex amministratori pubblici e la loro collaboratrice, hanno anche “contribuito alla diffusione di un sentimento di scoraggiamento, che ha portato talune correnti di pensiero persino a dubitare della lealtà degli organi cardine della democrazia partecipativa”.