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Regione, odg di Ardenti: condannare guerra scatenata da Turchia contro popolo curdo

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Vice capogruppo regionale Paolo Ardenti (Lega)

“Come ha giustamente ribadito l’altro giorno in Parlamento Giancarlo Giorgetti, la Turchia ora, a maggior ragione, deve scordarsi di entrare in Europa. Occorre che il Governo italiano agisca in modo concreto e condanni senza se e senza ma l’aggressione militare turca contro il popolo curdo”.

Lo ha dichiarato oggi il vice capogruppo regionale Paolo Ardenti (Lega) che ha presentato un ordine del giorno in cui impegna Regione Liguria a “esprimere piena e completa solidarietà al popolo curdo, condannare senza appello l’aggressione turca e le sue tragiche conseguenze, fra cui l’uccisione di numerosissimi civili e la fuga di migliaia di profughi dalla zona di guerra; chiedere al Governo italiano di prendere una posizione chiara contraria alla guerra e a favore della pace, di adoperarsi per l’immediata cessazione dell’aggressione turca nel nord della Siria e l’immediato ritiro del nostro ambasciatore italiano, di fermare la fornitura di armi alla Turchia; chiedere che il Governo italiano si attivi presso le sedi competenti per far spostare la finale di Champions League da Istanbul in altra città europea, al fine di garantire la sicurezza dei tifosi e dare, anche attraverso lo sport, un chiaro segnale di condanna per l’aggressione militare della Turchia in Siria”.

“L’offensiva militare – ha aggiunto Ardenti – scatenata dalla Turchia contro la popolazione curda, vìola ogni elemento di diritto internazionale e, tra le altre conseguenze, ha visto anche la fuga di numerosi terroristi islamici pronti a colpire i Paesi occidentali.

La popolazione curda e le sue milizie hanno invece avuto un ruolo fondamentale nel contrastare l’avanzata dell’ISIS.

La resistenza di donne e uomini curdi è quindi importante anche a livello internazionale per le loro concrete azioni contro i terroristi islamici.

Pertanto, non solo per un principio di pace, libertà e autonomia dei popoli, ma anche per un interesse specifico dell’Italia e dell’Europa, occorre attivarsi per sostenere in concreto i curdi che combattono sacrificando la vita di donne e uomini”.