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Referendum Giustizia, M5S: ecco perché non abbiamo partecipato a votazione

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Consigliere regionale Paolo Ugolini (M5S)

“Le dichiarazioni urlate su tutti gli organi di stampa sono inequivocabili: i banchetti in piazza sarebbero letteralmente presi d’assalto. E allora, se è vero, non si capisce per quale ragione la Lega abbia sentito l’esigenza di portare la richiesta di referendum nei consigli regionali. Non si capisce il perché di questa scorciatoia: se davvero hanno le firme, qual è il senso della proposta di deliberazione in Regione Ligiura?”.

Lo ha dichiarato stamane il consigliere regionale del M5S Paolo Ugolini, a seguito dell’approvazione di ieri sera, da parte del consiglio regionale, della richiesta dei 6 referendum sulla Giustizia.

“È innegabile – ha aggiunto Ugolini – come questa richiesta nasca, cresca e venga sfruttata a fini propagandistici: ricordo a tutti i colleghi che la riforma della giustizia rientra nell’agenda del Governo.

In questo contesto, un partito che ne fa parte e che quindi dovrebbe, a maggior ragione, condividere con le altre forze politiche un progetto di riforma, lo ritroviamo invece in piazza a raccogliere le firme per un referendum che non è sostenuto né dai partiti al governo, né dal presidente del Consiglio Mario Draghi. Ha però il sostegno di Forza Italia, che non ci pare sia il partito più titolato a parlare di giustizia.

In conclusione, a che cosa serve questo referendum?

Servirà forse a Salvini, che sta tentando di recuperare qualche punto percentuale di consenso e ha così l’occasione di riempire con slogan vuoti le piazze delle regioni e dei territori.

Servirà sicuramente a Forza Italia, un partito che sta rapidamente scomparendo nel voto degli italiani ma che trova in questi sei quesiti una vetrina per le proprie posizioni in tema di giustizia.

Ma servirà ai cittadini? Ne dubito, considerato che non sarà questo referendum a decidere sulla riforma. Lo so io, lo sappiamo noi e lo sa molto bene il leader della Lega. È infatti già in discussione e dovrà necessariamente essere approvata in tempi brevi. Incompatibili, peraltro, con i tempi dell’iniziativa referendaria. Perché così è stato richiesto al nostro Paese, se vogliamo riuscire a intercettare le risorse europee conquistate dal precedente Governo Conte.

Contestiamo dunque l’uso propagandistico dell’istituto referendario.

Contestiamo anche l’uso strumentale che si è fatto ieri di quest’aula e degli altri consigli regionali soltanto perché Matteo Salvini ha deciso di aggredire i temi della giustizia.

Ancora una volta, l’assemblea legislativa regionale, che dovrebbe occuparsi di discutere e approvare le leggi utili ai liguri, è stata svilita e ridotta a un teatro dove è andata in scena la propaganda a senso unico di un solo partito”.