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Premio Nobel per la Fisica all’italiano Giorgio Parisi

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Premio Nobel per la Fisica all'italiano Giorgio Parisi

Premio Nobel per la Fisica all’italiano Giorgio Parisi, Klaus Hasselmann, Syukuro Manabe.

Il premio Nobel 2021 per la Fisica è stato assegnato all’italiano Giorgio Parisi, Klaus Hasselmann, Syukuro Manabe. Premiati “per i contributi innovativi alla nostra comprensione dei sistemi fisici complessi”. I tre vincitori del Nobel per la Fisica condividono il Premio dell’anno per i loro studi su fenomeni caotici e apparentemente casuali. «Sono felice, non me lo aspettavo, ma sapevo che avrebbero potuto esserci delle possibilità». Ha detto Parisi in collegamento con l’Accademia delle Scienze di Stoccolma.

Poi il professore ha rivolto un appello: «E’ chiaro che per la generazione futura, dobbiamo agire ora in modo molto rapido contro i cambiamenti climatici». Giorgio Parisi è stato premiato “per la scoperta dell’interazione tra disordine e fluttuazioni nei sistemi fisici, dalla scala atomica a quella planetaria”. Negli anni ‘80, ha scoperto i modelli nascosti in materiali complessi disordinati, tra i contributi più importanti alla teoria dei sistemi complessi. Consentono di comprendere e descrivere molti materiali e fenomeni diversi e apparentemente del tutto casuali, non solo in fisica, ma anche in altri settori molto diversi, come la matematica, la biologia, le neuroscienze e l’apprendimento automatico.

Il fisico teorico romano, 73 anni, divide il premio con il meteorologo e climatologo giapponese, Syukuro Manabe, 90 anni, e l’oceanografo e modellatore climatico tedesco, Klaus Hasselmann, 89 anni, che hanno ricevuto il Nobel “per la modellazione fisica del clima terrestre, la quantificazione della variabilità e la previsione affidabile del riscaldamento globale”.

Chi è Giorgio Parisi Fisico teorico dell’Università Sapienza di Roma e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e vicepresidente dell’Accademia dei Lincei? 

Giorgio Parisi è nato a Roma nel 1948, si è laureato in Fisica alla Sapienza Università di Roma nel 1970 sotto la guida di Nicola Cabibbo e ha iniziato la sua carriera scientifica nei Laboratori Nazionali di Frascati dell’Infn. Prima come membro del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) (1971-1973) e poi come ricercatore dell’Infn (1973-1981). Durante questo periodo ha trascorso lunghi soggiorni all’estero, prima alla Columbia University di New York (1973-1974), all’Institut des Hautes Études Scientifiques a Bures-sur-Yvettes (1976-1977), all’Ecole Normale Supérieure di Parigi (1977-1978).

Intorno al 1980 scoprì modelli nascosti in materiali complessi disordinati. Le sue scoperte sono tra i contributi più importanti alla teoria dei sistemi complessi. Consentono di comprendere e descrivere molti materiali e fenomeni diversi e apparentemente del tutto casuali, non solo in fisica ma anche in altre aree molto diverse, come la matematica, la biologia, le neuroscienze e il machine learning.

È stato Presidente dell’Accademia dei Lincei dal 2018 al 2021. Determinanti i suoi contributi scientifici in diverse aree della fisica. Dallo studio delle particelle elementari alla meccanica statistica e alla fluidodinamica, dalla materia condensata ai super computer. Sistemi complessi come retineurali, sistema immunitario e il movimento di gruppi di animali sono stati oggetto di alcuni dei suoi oltre 600 articoli. Nella sua carriera ha vinto due finanziamenti del Consiglio Europeo delle Ricerche (Erc). Alcuni fra i premi scientifici più prestigiosi, come la Medaglia Boltzmann (1992), la Medaglia Dirac per la fisica teorica (1999. La Medaglia Max Planck (2011), il premio Wolf (2021). ABov