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Non c’è più quella buona e succosa frutta di una volta!

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Non c’è più quella buona e succosa frutta di una volta!

“Non c’è più la frutta di una volta”. Questa è la frase che più racchiude la delusione che aleggia, ascoltando e chiedendo opinioni ai clienti, tra i banchi dei mercati di frutta e verdura di città e di paesi. «La frutta è acerba o è molle, ma sempre insipida, perché è maturata non al sole, come una volta, ma nei frigoriferi.»

Sostengono molti operatori commerciali. Un italiano su tre è insoddisfatto del gusto e qualità perché il sapore di frutta e verdura è peggiorato negli ultimi anni. Lo dice una ricerca condotta da Ismea e Agroter: su 3 mila italiani delegati agli acquisti in famiglia, presentata lo scorso 8 maggio durante l’evento “Think Fresh – Il valore al centro”, alla vigilia della fiera di settore Macfrut.

Tra i prodotti che hanno registrato un tasso di gradimento molto basso troviamo pomodori, fragole, mele, pere e meloni e albicocche, questi dati sono ancora più preoccupanti se sommati al progressivo calo dei consumi dell’ortofrutta in Italia.

«Sono circa vent’anni – spiegano alcuni venditori che operano su grandi mercati – che le famiglie italiane consumano meno frutta, perché si mangia fuori casa, la preferenza cade su prodotti, come gli snack, che sostituiscono la merenda o la colazione e che mantengono sempre lo stesso standard qualitativo.»

Nel 2017 i consumi sono scesi dell’1,3% rispetto al 2016, mentre nel primo trimestre del 2018 c’è stato un leggero aumento, per quanto riguarda gli ortaggi ( +0,7%), ma il consumatore non apprezza il gusto dei prodotti che acquista, quindi ne sceglie altri, diversi. Secondo lo studio, il 33% degli italiani non è soddisfatto dal sapore della frutta e i 27% da quello della verdura. Questo accade perché, spesso, venditori della grande distribuzione compiono delle scelte che non vanno incontro al consumatore, preferendo prodotti esteticamente perfetti, ma non ancora arrivati al giusto grado di maturazione, quindi privi di sapore.

Si tende a sostituire gli spinaci freschi con quelli surgelati, l’insalata fresca con quella già pulita e imbustata. Per il futuro dell’ortofrutta si spera in un aumento della qualità e freschezza dei prodotti, ma purtroppo anche i prezzi aumenteranno, secondo gli intervistati.

Oggi ci sono molte varietà di pomodori, che differiscono per qualità e costo, in futuro forse succederà la stessa cosa anche per altra frutta e verdura; in un punto vendita, potremmo trovare, ad esempio, dieci-quindici referenze che andranno da 90 centesimi a 10 euro al chilo. Il consumatore sceglierà a seconda dei gusti e della possibilità di spesa e ci sarà una differenza importante nella qualità dei vari prodotti. ABov.