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Lo scultore Bestoso dona una statua a Casanova Lerrone

Lo scultore ingauno Ennio Bestoso ha donato una statua di S. Antonino di Apamea, alla parrocchiale di Casanova Lerrone. La scultura, di quasi 2 metri di altezza, rappresenta il Martire, futuro Santo, nel momento in cui accoglie la notizia del suo prossimo martirio.

Ennio Bestoso e le due opere devozionali

SAVONA – In occasione della Festa del Santo Patrono, San Antonino di Apamea, ha donato una grande statua lignea alla parrocchia. Il suo studio è accanto all’ abitazione in cui vive, nell’ entroterra ingauno, a Casanova Lerrone, in frazione Ranco. Autodidatta, molto noto soprattutto a livello locale, per la maestria nella lavorazione del legno, del marmo e del bronzo. Si tratta di Ennio Bestoso, classe 1965, che nei giorni scorsi ha donato alla comunità in cui vive una bellissima statua in legno d’ulivo del Santo Patrono.

Bestoso, che era considerato dal grande incisore alassino, Carlo Bertolino, come uno dei più validi maestri ponentini nell’arte della fusione dei metalli, ha alle spalle una serie di importanti personali e collettive.

La statua del Martire siriano, alta quasi due metri, molto potente e commovente, rappresenta in maniera del tutto moderna ed anticonvenzionale, uno dei momenti più importanti della vita del santo, quando, mettendosi la mano sul cuore, accolse con coraggio la notizia che sarebbe stato ucciso dai pagani e si sacrificò per la grandezza della fede. La devozione per S. Antonino è diffusa in tutta Italia ed in Liguria è presente soprattutto nel Genovesato e nelle province di Imperia e Savona dove a lui sono dedicate numerose Chiese, Pievi ed Oratori.

“Fin da piccolo – ci ha raccontato l’artista- ho nutrito una grande passione per la scultura e per la lavorazione del legno, che ho ereditato da mio padre, che a modo suo era davvero un artista, pur non essendo un semplice ebanista. Ho appreso autonomamente le tecniche di fusione del bronzo e di altri metalli. Negli anni ho affinato le mie conoscenze ed ancora oggi studio e sono curioso di approfondire la metallurgia, questo campo affascinante della conoscenza”.

In effetti Bestoso negli anni ha frequentato gli studi di numerosi artisti di talento, come il grande e compianto scultore tedesco Rainer Kriester, ove ha messo a frutto le tecniche più raffinate della propria arte collaborando con loro.

“Le mie ultime più significative opere – prosegue Bestoso- sono la scultura dedicata a San Antonino ed alcuni bronzi”.

Non è la prima volta che lo scultore realizza opere di carattere religioso e devozionale: “In passato ho realizzato altre sculture di ispirazione religiosa. Il lavoro più significativo è stato il bassorilievo raffigurante la Madonna della Roccia della Baiarda, che apparve per la prima volta a Francesco Moret, il 10 luglio 1963, all’Acquasanta, nell’entroterra di Genova Voltri. Si tratta di un oggetto che doveva essere collocato proprio nella chiesa costruita dai fedeli nel punto della collina dove apparve la prima volta la Madonna, ma che in seguito alla morte del Moret, non ha ancora avuto la sua giusta collocazione”.

Anche in quel caso, come ha fatto oggi per la statua di S. Antonino, non ha realizzato un’opera di tipo devozionale o tradizionale: “Si trattava- conclude Bestoso- di una Madonna solare, giovane e serena, proprio come l’ aveva descritta nei suoi racconti Franco Moret, quando la vide ben tredici volte agli inizi degli anni Sessanta. Il bassorilievo originale è stato realizzato in bronzo, mentre ne ho realizzato anche una copia in lattice, dalla quale potranno essere poi realizzate delle riproduzioni”.

Opere di Bestoso sono presenti in importanti collezioni in Italia ed all’estero. Nei mesi di novembre e dicembre l’artista sarà ospite della Galleria Punto Arte di Paola Maestri ad Albenga dove attualmente si possono vedere alcune sue sculture e dove allestirà un vero e proprio laboratorio per spiegare, a coloro che fossero interessati, quali sono le tecniche che portano alla realizzazione di opere in marmo, legno, pietra e bronzo.
CLAUDIO ALMANZI