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Lega con Sappe: detenuti coccolati, poliziotti abbandonati da Governo e Orlando (Pd)

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“Sovraffollamento e inaccettabile gestione dei carceri della Liguria con continue aggressioni, praticamente all’ordine del giorno. In sostanza, detenuti coccolati e poliziotti abbandonati. Nelle case circondariali della Liguria persiste ormai da tempo una situazione esplosiva per la quale il Governo ha fatto poco o nulla”.

Lo ha dichiarato il capogruppo regionale della Lega Nord Liguria, Alessandro Piana, che ieri ha partecipato alla manifestazione del sindacato Sappe davanti al carcere di Marassi.

“Il sindacato di Polizia Penitenziaria Sappe, alla presenza dei segretari Donato Capece e Michele Lorenzo, ha organizzato un presidio di protesta al quale ho partecipato volentieri per esprimere la nostra solidarietà e appoggio politico.

La Lega ha già chiesto, da tempo, una Commissione regionale urgente per audire i vari rappresentanti dei lavoratori e preparare un documento da far approvare in Consiglio e inviare a Roma.

Anche noi siamo contro le violenze continue di detenuti a danno degli agenti penitenziari di Marassi e delle altre case circondariali della nostra regione. Così come siamo contrari ai provvedimenti imposti dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) che tra le altre cose prevedono la ‘vigilanza dinamica’, il ‘regime aperto’, la gestione ‘ad avanzato trattamento’ che destabilizzano in generale la sicurezza di tutti, operatori e detenuti.

Ma il problema più sentito è la carenza di organico della Polizia Penitenziaria  nelle carceri liguri, al quale il Governo e il Ministro Andrea Orlando non hanno saputo dare una risposta tangibile e concreta”.

“Il Governo Pd non ha fatto nulla – ha ribadito la presidente della Commissione comunale Pari opportunità Francesca Corso – lasciando soli gli agenti di polizia penitenziaria che subiscono continue violenze. Il ministro ligure Orlando e l’attuale Governo hanno clamorosamente fallito per non aver saputo dare una risposta concreta a chi ogni giorno, con impegno e mettendo a rischio la proprio vita, lavora all’interno delle nostre carceri”.

 

Alessandro Piana con gli agenti del Sappe