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Le orche tornano a Genova Prà, biologi preoccupati | Video

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L'orca in mare a Genova- Foto Whalewatch

Le quattro orche sono tornate nelle acque del porto di Genova Voltri e a Prà. E se la zona è meta di fotografi, video operatori, animalisti, naturalisti, ricercatori o semplici curiosi, la notizia non è per niente buona.

Secondo i biologi marini la situazione potrebbe essere allarmante, non per il pericolo che costituiscono in sè le orche, ma perché i mammiferi potrebbero aver perso la strada per tornare in mare aperto.

Il nuovo avvistamento è stato fatto da Whalewatch Genova è successivo all’abbandono del piccolo, ormai morto e il successivo allontanamento a largo.

Il video delle orche di Whalewatch

ORCAS in Ligurian Sea: the SOUND

Abbiamo avuto modo di registrare e ascoltare le #orche presenti nel porto di Genova Voltri-Pra grazie all'INFN, i suoni registrati verranno poi condivisi tra i centri di ricerca e monitoraggio. L'idrofono fisso posizionato dall'Istituo Tethys registrerà in continuo le comunicazioni del POD.Molti ci chiedono come sono le vocalizzazioni di questi animali e che tipo di #comunicazione effettuano.Le orche si affidano ampiamente al suono per l'orientamento, il rilevamento delle prede e per la comunicazione nel gruppo. Diversi tipi di suoni svolgono diverse funzioni per le orche. I clic (CLICKS) di ecolocalizzazione, ad esempio, vengono utilizzati per l'orientamento e il rilevamento delle prede. I fischi (WHISTLES) sono suoni ad alta frequenza tipicamente usati dalle orche in contesti sociali. Infine le "chiamate pulsate" (PULSED CALLS) sono suoni comunicativi che si ritiene abbiano un ruolo nel coordinamento dei comportamenti e nel mantenimento della coesione di gruppo.Non abbiamo modo ancora di mostrarvi e farvi sentire la comunicazione di questo specifico POD ma nel video qui sotto – registrato martedì scorso – potete vedere le orche in movimento e in sottofondo un campione di registrazione acustica tipica di un POD compatto (Registrazione del NOAA).Sperando che questo aiuti a diffondere maggiormente la conoscenza di questa specie, così particolare e difficile nel Mar Mediterraneo.Video recording Giulia CalogeroSound: NOAAWWF Italia thanks for sharing

Publiée par Menkab: il respiro del mare sur Lundi 9 décembre 2019

Anche secondo il Wwf, la permanenza degli animali nelle acque  del porto, non è tranquillizzante. Il possibile ingerimento di microplastiche del nostro maare, avrebbe già portato ad una diminuzione di peso degli animali, già provati dalla morte del piccolo, la cui causa non è stata accertata e di cui non c’è più traccia.

E’ inspiegabile perché gli animali continuino a nuotare sempre in quella zona, prendendo il largo solo verso sera per andare in cerca di cibo e tornando nello stesso punto.

Secondo i biologi marini e i ricercatori non è mai successo che un gruppo di orche rimanesse per un tempo così lungo vicino a un tratto costiero, dove la loro presenza peraltro è rarissima.

Esiste un solo caso conosciuto, risalente al 2018, quando un’orca era rimasta ben 17 giorni in compagnia del cucciolo privo di vita, ma in mezzo all’oceano Pacifico e non, vicino alla riva.

I casi di tale comportamento potrebbe essere ricercato nella perdita del cucciolo da parte della madre, potrebbero essere rimaste disorientate da suoni molto forti o da cambiamenti nelle temperature delle correnti o ancora potrebbero aver ingerito della plastica.

Sta di fatto che continuano i monitoraggi via mare ad opera della guardia costiera, dei biologi dell’Acquario e di Whalewatch.