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Iscrizione Anagrafe di bimbi coppie gay e lesbiche, De Ferrari e Giordano attaccano Bucci

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Gli uffici dell'Anagrafe comunale in corso Torino a Genova

“Depositata un’interrogazione urgente in Regione Liguria per aiutare sul piano tecnico e giuridico tutti i Comuni liguri a intraprendere la strada aperta dal Comune di Torino per l’iscrizione all’Anagrafe di bimbe e bimbi di coppie omogenitoriali”.

Lo hanno annunciato oggi il consigliere regionale Marco De Ferrari e il consigliere comunale di Genova Stefano Giordano (M5S).

“L’iscrizione all’Anagrafe – hanno spiegato De Ferrari e Giordano – è un gesto di civiltà e assicura ai figli di coppie di madri o di padri pari tutela e dignità.

La legge 40/2004 all’art. 8 riconosce infatti come genitori del bambino nato con tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) la coppia firmataria del consenso informato. Questa norma in Italia si applica per le coppie di sesso opposto anche non coniugate e dunque non c’è ragione per cui siano escluse quelle dello stesso sesso, come peraltro riaffermato dai giudici di Genova in una loro recente sentenza e, prima di loro, dai giudici di altre città, come testimoniato dalle sentenze di Pistoia e di Bologna dello scorso luglio.

Combinando la legge 40 con la legge Cirinnà, che equipara le coppie eterosessuali a quelle omosessuali, è consentito ai Comuni il riconoscimento dei figli delle coppie omogenitoriali, anche se esiste ancora una sorta di limbo giuridico, restando da colmare un vuoto normativo della stessa legge 40.

L’interrogazione indirizzata alla giunta Toti, analogamente alla risoluzione M5S recentemente discussa in Emilia Romagna, rafforza i primi importantissimi risultati ottenuti a partire da quello storico della sindaca Chiara Appendino a Torino (primo Comune in assoluto in Italia) seguito subito dopo da Roma e più recentemente da altri, come il vicinissimo Comune di Acqui Terme soltanto un mese fa.

Tutti hanno proceduto alla registrazione dell’atto di iscrizione all’anagrafe di bambine o bambini di coppie omogenitoriali, compiendo una scelta che aiuta a diffondere una nuova sensibilità etica e di ampliamento dei diritti, con sguardo rivolto al futuro. Così non è stato per il comune di Genova, che invece ha effettuato una giravolta verso il passato, balzando all’indietro di secoli.

Il sindaco Marco Bucci dimostra ogni giorno la sua lontananza dall’essere il sindaco di tutti e mette in campo una guerra sulla registrazione dei bambini delle coppie omogenitoriali senza precedenti, mentre propone e vota un registro delle famiglie che mette all’angolo qualsiasi forma di amore e di coppia che non sia il quadro ‘tradizionale’ di papà, mamma e figli con benefici economici privi di pari opportunità.

Un sindaco che, anziché costruire ponti, sa solo innalzare muri.

Auspichiamo anche che il Parlamento stesso prenda in esame l’approvazione di una legge che, colmando un evidente vuoto normativo, garantisca in modo inequivocabile i diritti dei minori”.