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Imprese pulizie senza contratto da sette anni: presidio a Genova

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Il presidio sotto il palazzo della Regione

Si svolge questa mattina uno sciopero a livello nazionale degli addetti delle pulizie e multiservizi con presidio e corteo anche a Genova.

A Genova, per evitare assembramenti, i lavoratori sono partiti da Piazza della Vittoria e dai giardini di Brignole, per poi andare a formare un grande “serpentone” statico lungo Via XX Settembre. In circa 150 si sono diretti in piazza De Ferrari per chiedere un incontro con la Regione.

Il presidio sotto il palazzo della Regione

“Le lavoratrici e i lavoratori dei servizi in appalto di pulizia e sanificazione – spiegano da Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltrasporti territoriali – svolgono un ruolo essenziale per il contenimento del contagio nei presidi ospedalieri, nelle rsa, nelle case di cura, nelle scuole, nelle università, nei tribunali, nelle fabbriche e negli uffici pubblici e privati, esponendosi in prima linea per garantire l’accessibilità dei luoghi che senza la loro opera, non sarebbe possibile.”

Le organizzazioni sindacali puntano il dito “contro il dietrofront delle rappresentanze datoriali del settore che opera prevalentemente negli appalti pubblici. Non rispettando gli impegni e gli affidamenti, hanno fatto saltare tutti gli incontri programmati, producendo una strumentale dilatazione dei tempi negoziali, mettendo in discussione diritti e tutele e la definizione di un aumento salariale congruo e dignitoso. Tutto questo nonostante molte imprese, con la pandemia, abbiano incrementato in modo consistente lavoro e fatturato, continuando a sfruttare il senso di responsabilità, il grande impegno, i sacrifici, la professionalità e la dedizione di centinaia di migliaia di lavoratori, per il 70% donne, con salari esigui, orari spesso ridotti, carichi di lavoro pesanti e condizioni di lavoro difficili in molte realtà.

In questo scenario è inaccettabile che si continui a impedire il rinnovo del contratto nazionale, che finora ha permesso a molte imprese risparmi milionari, scaturiti da sette anni e mezzo di mancati adeguamenti delle retribuzioni dei lavoratori. L’emergenza pandemica ha evidenziato l’importanza del lavoro di questi lavoratori definiti cavalieri ed eroi, ma che non hanno bisogno di titoli ma del giusto riconoscimento del lavoro prestato e di maggiori diritti e tutele con il rinnovo del contratto nazionale.”

Lo sciopero odierno è articolato con presidi e mobilitazioni in tutta Italia.