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Il 4 dicembre al Galata Museo del Mare “INEDITA”

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Il 4 dicembre al Galata Museo del Mare INEDITA
Il 4 dicembre al Galata Museo del Mare INEDITA

Il 4 dicembre al Galata Museo del Mare “INEDITA”, la mostra che verrà inaugurata a Genova, presso la Saletta dell’Arte

Il 4 dicembre al Galata Museo del Mare “INEDITA”, L’arte di Gianfranco Fracassi. Presentazione della mostra a cura di Stefano Bigazzi.

L’esposizione, che sarà visitabile fino al 2 gennaio 2022 negli orari del Museo, è promossa da Art Commission con la collaborazione del Galata Museo del Mare e dell’Associazione Promotori dei Musei del Mare.

Il profondo sentire dell’artista che lo legava al mare della sua città, di fronte al quale concepiva le sue opere, fanno del Galata la sede perfetta per la prima mostra dedicata Gianfranco Fracassi, artista genovese scomparso nel 2007, lasciando una cospicua produzione di sculture lignee, dipinti e disegni.

“Centinaia di pezzi realizzati in oltre sessant’anni di gelosa attività, nascosta ai piú. Non una mostra (nonostante ripetuti inviti), nessun tentativo di coinvolgere amici, conoscenti, un committente. Tutto da solo, e solo – o quasi – per sé.

Gianfranco Fracassi è stato artista ai margini di qualsiasi cenacolo, entourage, corrente artistica. Dilettante sarebbe poco, sebbene tale espressione sia indicativa del personaggio, che con l’arte si dilettava, o se si preferisce alla quale dedicava un sentimento totale pur non esclusivo.” (tratto dal testo di Stefano Bigazzi per il catalogo edito Liberodiscrivere)

Biografia dell’artista

Gianfranco Fracassi nasce a Genova il 6 giugno 1928, da Piero Fracassi, lombardo, imprenditore nel legname e da Caterina Sant Just di Teulada, nobildonna di origine sarda, terzo di cinque figli.

Trascorre l’infanzia sotto il fascismo e l’adolescenza durante la seconda guerra mondiale. La famiglia sfolla a Villa Giulini a Lazzago, vicino a Como, ospiti del padre del primo marito di sua mamma, morto ventitreenne nella prima guerra mondiale. Dopo il liceo al Vittorino Da Feltre, nel 1948 si iscrive all’università, evidentemente senza alcuna motivazione, prima farmacia, che frequenta per un anno senza dare esami, poi a giurisprudenza dove darà tre esami in due. Parte quindi per militare nell’agosto del 1950. Trascorre i primi mesi al CAR di Modena, ma riesce a farsi trasferire a Venezia come dattilografo presso il Comando. Del periodo a militare sono i suoi primi dipinti maturi. Nelle lettere alla fidanzata Giulia racconta di passare molto del tempo libero a dipingere, di una discussione su Picasso, di visite a mostre e gallerie d’arte, dell’acquisto di un libro su Modigliani.

Al ritorno da militare viene impiegato nella ditta Gardino di Genova Sampierdarena, che commercia legnami, dove resterà per tutta la vita lavorativa, dalla quale peraltro si ritirerà precocemente a 54 anni.

Nel 1957, dopo 10 anni di fidanzamento, su insistenza del suocero, sposa Giulia Trivero, con la quale avrà tre figli, Alessandro (1958), Emanuela (1961), Gabriella (1966).

Ha un carattere apparentemente e pubblicamente brillante, che diventa spesso ombroso e riservato in famiglia. Ama le donne, il fumo, il cibo e, senza esagerare, l’azzardo (prima è la Sisal, dopo sarà la Borsa). E’ molto sedentario, ma certamente dotato di moltissima fantasia.  Raccontava i luoghi come se ci fosse stato; alla domanda se c’era stato rispondeva, no ma l’ho visto in cartolina.

Dedica la quasi totalità del tempo libero a dipingere nella sua prima fase artistica e a scolpire il legno nella seconda. I suoi laboratori sono un muretto dello stabilimento balneare “Lido” di Genova, il cortile della casa di vacanza in montagna, il lavandino di marmo della cucina di casa.

Non vorrà mai fare una mostra, malgrado avesse ricevuto diverse proposte. Regala difficilmente le sue opere, le poche che ha dato ad amici e parenti soleva dire che erano in prestito. Le espone invece dappertutto in casa, riempiendo le pareti di quadri ed i mobili di sculture.  La casa si riempie anche di libri d’arte che compra e gli regalano.

Il suo soprannome è stato a lungo Fruki, con il quale firma per molto tempo i quadri. Ad un certo punto non gli piace più e andrà a correggere la firma su molti dipinti ponendo o la firma completa o la sigla GFF.

Muore di tumore la vigilia del Natale 2007 all’età di 79 anni. D’altronde detestava le feste e in particolare quelle familiari. Scherzando diceva sempre che dopo la sua morte avremmo potuto fare una mostra e vendere le sue opere, che forse qualcosina avremmo ricavato. Scherzava, ma ci ha lasciato dei fogli con tutto perfettamente classificato….