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Fungaioli liguri nel mirino del M5S: anche loro furbetti e poco trasparenti?

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Funghi porcini

Pronta una Proposta di legge del MoVimento 5 Stelle Liguria, a prima firma il rapallino Fabio Tosi, per regolamentare la raccolta e la commercializzazione dei funghi in Liguria “che ad oggi sconta anni di errata interpretazione e conseguente mancata applicazione della legge regionale 2014 in materia”.

“Questa Pdl – ha aggiunto il consigliere regionale – nasce da un’interrogazione all’assessore regionale Stefano Mai, dal quale è emerso come la legge del 2014 fosse poco chiara e aperta a molteplici interpretazioni, con la conseguenza che non è mai stata correttamente applicata.

Risultato? Un terzo dei consorzi liguri non trasmette le somme incassate dalla vendita dei tesserini per la raccolta dei funghi, con una perdita di introiti stimata dall’Unione fungaioli italiani tra i 300 e i 400mila euro che dovrebbero essere reinvestite per la cura del territorio. L’assessore ha riconosciuto il problema in risposta alla nostra interrogazione, ma per risolvere definitivamente la questione serve un nuovo intervento legislativo che modifichi i passaggi oscuri della legge attuale e metta finalmente ordine a un settore mai realmente disciplinato.

In particolare, la Pdl ribadisce in modo inequivocabile che il 50% della quota dei tesserini venduti vadano reinvestiti dai consorzi sulla sicurezza e la manutenzione dei boschi. Ai consorzi spetta poi l’obbligo di inviare alla regione una planimetria completa della propria area di competenza, per evitare quegli scavalcamenti di confine tra una zona e l’altra oggi all’ordine del giorno.

Tuttavia, l’aspetto più importante riguarda la trasparenza. Dai dati in nostro possesso, ci sono troppi consorzi fantasma (circa 1/3 del totale) che in questi quattro anni non hanno mai risposto alle comunicazioni regionali né hanno mai trasmesso alla Regione alcun rendiconto sugli introiti derivanti dai tesserini.

Con una modifica all’impianto legislativo capiremo quanti consorzi oggi sono effettivamente attivi e quanti solo sulla carta e prevediamo sanzioni importanti, fino alla revoca della concessione stessa, non solo per chi non presenta il proprio bilancio ma anche per chi non trasmette il rendiconto puntuale dei propri incassi. Solo così potremmo finalmente riportare alla luce il sommerso e rendere più pulito e trasparente un settore per troppo tempo lasciato a giacere nel limbo.

I funghi rappresentano un patrimonio importante per la Liguria, e come tale necessitano di leggi e norme semplici e chiare, a tutela di chi ama i nostri boschi e degli operatori del settore che rispettano le regole e portano un valore aggiunto all’intero territorio”.