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Fratellanza Artigiana Genovese: Ridateci i Giardini Lo Giudice | Video

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All’inizio del secolo scorso, primi del ‘900, le associazioni, le “Mutuo soccorso” a Genova erano quasi in ogni quartiere, veri punti di riferimento per anziani e giovani.

Gli anni sono passati.

Per la “Fratellanza Artigiana Genovese” che ha sede in via V Santi, una sede incastonata tra i popolosi quartieri del Lagaccio, di San Teodoro e di via Napoli, gli anni passati dalla sua fondazione sono quasi 143.

Diminutivo dire che esiste “da una vita”, perchè fra un pò ce ne vogliono due!

Pensate, era il 6 settembre 1877, e l’articolo 1 dello Statuto recita cosi: “Si è costituita in Genova una Associazione denominata “Fratellanza Artigiana Genovese, Società Democratica di Mutuo Soccorso tra Operai”. L’associazione si prefigge lo scopo di prestare assistenza ai Soci, promuovere manifestazioni culturali, artistiche e sportive”.

Si tratta di un centro di aggregazione tuttora molto frequentato dagli oltre 100 soci ed altrettanti simpatizzanti, ed è dotato di ampi spazi e saloni.

A meno di 50 metri dalla sede sociale, ci sono – o meglio c’erano – i giardini attrezzati intitolati a Giovanni Lo Giudice, ex partigiano e già consigliere del Municipio scomparso nel 1997, sempre attivissimo nella vita del quartiere; grazie soprattutto a lui questa area è stata riqualificata, a fine guerra occupata da quel che restava di un deposito di munizioni austriaco. Un uomo che ha speso tempo e fatica per riuscire a dare questo bello spazio per i bambini del posto.

I giardini Lo Giudice nel loro splendore

Ebbene, dopo uno primo splendido periodo dove venivano organizzate manifestazioni, feste, dibattiti e concerti, ecco all’improvviso che le istituzioni cittadine hanno voltato, per cosi dire le spalle a Fratellanza Artigiana e soprattutto ai Giardini Lo Giudice.

“Sono venuti tre anni fa i Vigili ed i tecnici del Comune – spiega il Socio Alessandro Balestreri – ed hanno chiuso i giardini con la scusa, tutta da verificare, che un muro, vecchio di centinaia di anni, sarebbe pericolante. Per questo i tecnici comunali hanno messo nella piccola crepa i cosiddetti “vetrini” di controllo. Ebbene, a distanza di tre anni i vetrini sono perfettamente integri, dimostrazione che di pericolante non c’è proprio nulla!”.

E con la chiusura per motivi di sicurezza i giardini sono stati abbandonati al loro destino: stop alla cura dei giardinieri ed addetti comunali, stop alla pulizia; oggi ci sono erbacce molto alte, alcune superano il metro, le panchine tutte sporche ed accatastate in un angolo; proprio a cura del Comune, era stata costruita una casetta attrezzata dove le scolaresche portavano i ragazzi spesso a fare lezione.

“L’incuria e lo stato di abbandono ha causato grossi danni alla palazzina – continua Balestreri – ed il tetto è stato sfondato. Sono venuti due tecnici, hanno fatto il classico tapullo, del tutto inutile, tanto che due giorni dopo il tetto era come prima”.

Insomma una grande tristezza vedere questo posto, ancora attrezzato con giochi nuovissimi per  bambini, lasciato morire in questo modo.

La situazione attuale dei giardini

“Noi chiediamo al Comune di intervenire – spiegano Balestreri  – perché la situazione è molto pesante; abbiamo scritto e telefonato diverse volte, ma nessuno si è fatto sentire nè vedere. Vorremo che il Sindaco venisse a vedere la situazione: infondo il Comune ha speso dei soldi pubblici per creare un gioiello di posto, poi però completamente dimenticato ed oggi ridotto in condizioni pietose”.

Ma cosa chiedono alla Fratellanza Artigiana Genovese?

“Nulla di trascendentale – interviene Francesco Sergio Di Vita – semplicemente che il Comune intervenga per ovviare alla situazione attuale: pulizia, sanificazione e ripristino dei danni; noi non abbiamo i mezzi per farlo. Se questo avvenisse, noi siamo disponibili a tenere poi a posto, curati e puliti i Giardini Lo Giudice. Per il bene del quartiere, dei nostri giovani e degli anziani.”

Una protesta pacata ma ferma. Ora la parola passa al Comune.

Vogliamo dare una mano alla gente del popoloso quartiere alle spalle del Lagaccio?

Franco Ricciardi