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Fioramonti nuovo Ministro dell’Istruzione: assumere precari, via classi pollaio tassando le merendine

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Lorenzo Fioramonti

ROMA L’anno scolastico 2019/2020 è giuridicamente già cominciato dal 1° settembre. E da oggi con il giuramento al Quirinale (e fiducia parlamentare di lunedi prossimo permettendo) Lorenzo Fioramonti è il nuovo Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, il MIUR. Sostituisce con tempi casualmente coincidenti l’ex responsabile di Viale Trastevere Marco Bussetti, in quota Lega e quindi radicalmente escluso dai giochi.

Uomo del Movimento 5 Stelle, 42 anni, romano, Fioramonti è un economista, ricercatore universitario di Politica Comparata che in seguito al ribaltone di maggioranza ha fatto il “salto di qualità”. L’amministrazione è sempre la stessa…il ruolo cambia. Fioramonti, infatti,  aveva ricoperto il ruolo di Sottosegretario all’Istruzione durante il primo Governo Conte, con delega specifica all’Università.

Vuole un miliardo per le università, ed è convinto si possa trovare con microtasse sui grandi volumi delle bibite gassate e zuccherate, delle merendine da gettone, sugli inquinanti voli aerei.

Fioramonti, ha provato a inserire l’imposta ambiental-educativa già con il Ministro Marco Bussetti senza esito. Ora da Ministro al vertice decisionale del MIUR vuole imporre tutte le sue iniziative politico-gestionali. Il trio Bussetti-Valditara (Capo Dipartimento)-Chinè (Capo di Gabinetto) lo tenevano un po’ “basso”. .

Più soldi a scuola e Università

E’ in una intervista al Corriere della Sera, prima ancora della nomina, che ha dato un’idea della sua azione di Governo, affermando la necessità di dare un miliardo aggiuntivo all’università e ben due miliardi alla scuola.

“Ma per rilanciare il settore bisogna chiudere la piaga del precariato di scuola, università e enti di ricerca” – esordisce Fioramonti sul quotidiano di Piazza Solferino. Da dove prendere questi fondi? Fioramonti parla di Iva strategica, di microtasse di scopo, “una tassa sulle merendine, una sulle bevande zuccherate, un’altra sui biglietti aerei” – ha specificato. Perché? Perché sono attività dannose e inquinanti e i soldi ricavati dovrebbero essere reinvestiti eticamente nell’istruzione.

Stop classi pollaio

Il (quasi) Ministro all’Istruzione Fioramonti vede come priorità il problema delle classi pollaio, “al proposito esiste un disegno di legge giacente in Parlamento per mancanza di finanziamenti a firma Lucia Azzolina”.

Regionalizzazione, nì

Sulla regionalizzazione ha detto di no, perché la scuola è un bene nazionale, ma è d’accordo a che le regioni autonomamente invoglino gli insegnanti con affitti facilitati, buoni pasto o altri benefit aggiuntivi.

Marcello Di Meglio