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Finta direttrice di banca sinti arrestata con i complici dalla polizia

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Anziana in casa (foto di repertorio)

Al campo nomadi trovata in possesso anche di una Porsche Macan

Nell’ambito del progetto “Medusa” volto al contrasto del fenomeno dei furti e delle truffe commesse ai danni di persone anziane, nel mese di agosto è stato mantenuto un costante monitoraggio dei soggetti dimoranti nella città di Torino e dediti alla commissione di tali reati.

A seguito di una truffa consumata in data il 7 agosto 2018 nel quartiere Aurora di Torino ai danni di una donna anziana, veniva identificata dalle immagini estrapolate da alcuni sistemi di videosorveglianza, una delle autrici della truffa per Irma Cena, di etnia Sinti nata a Cuorgnè il 23.08.1967 e residente presso il campo nomadi di c.so Ferrara 38.

In tale occasione erano stati asportati alla vittima 1.100 euro in contanti oltre ad alcuni monili d’oro.

Si accertava che Irma Cena, unitamente ad un’altra complice, si era altresì resa responsabile di un tentativo di truffa avvenuto il 14 agosto in zona Mirafiori ai danni di un’altra anziana signora.

Nei giorni successivi, durante i servizi di pedinamento della Cena, si aveva modo di verificare che la stessa, unitamente ad un uomo e ad un’altra donna, dapprima si recava a Genova e, successivamente, in diverse città della Lombardia, quali Arcore, Lecco, Monza, Desio e Milano, ove gli stessi cercavano invano di circuire persone anziane agganciandole per le vie cittadine.

Lo scorso 21 agosto i tre soggetti venivano pedinati mentre si recavano, a bordo di un’Alfa Romeo Giulietta, da Torino a Genova, ove il pedinamento veniva proseguito con l’ausilio della Squadra Mobile di Genova.

Qui le due donne avvicinavano per strada B.L., classe 1933 e, dopo essersi presentate come dipendenti di una banca, convincevano l’anziana donna a fare accedere nella sua abitazione una di loro, alla quale la vittima consegnava il bancomat ed il PIN ad esso associato.

La parte offesa, su indicazione della malfattrice, chiudeva il bancomat con il numero del PIN in una busta che, a seguito di sua distrazione, veniva sostituita dalla finta impiegata.

La malfattrice, inoltre, per convincere l’anziana vittima a consegnarle eventuali monili d’oro in suo possesso, le riferiva che a seguito di alcuni cambiamenti legislativi della c.d. “legge Salvini”, vi era l’obbligo di dichiarare tutto l’oro posseduto, altrimenti il medesimo avrebbe perso ogni valore.

Dopo essere uscita di casa, la donna raggiungeva la sua complice salendo, con la stessa, sull’auto alla cui guida vi era un uomo che le attendeva poco distante.

I tre poi si recavano in due istituti di credito ove effettuavano dei prelievi al bancomat, appropriandosi ddi 500 euro.

Non appena constatato l’avvenuto furto, gli uomini delle Squadre Mobili di Torino e Genova bloccavano i tre soggetti a bordo dell’autovettura e in tale contesto rinveniva e sequestrava il bancomat rubato alla vittima e la somma fraudolentemente prelevata.

I tre soggetti venivano quindi arrestati in flagranza di reato di furto pluriaggravato in abitazione e utilizzo indebito di carta abilitata al prelievo di denaro, in concorso tra loro. Gli indagati, tutti e tre di etnia sinti e residenti in Torino e provincia, risultano essere i pluripregiudicati: Irma Cena, classe 1967; Armandino Cena, classe 1973 ed Erika Biella del 1974.

Oltre al bancomat ed alla somma fraudolentemente prelevata, veniva sequestrato altro denaro contante (2850 euro probabilmente sottratto ad altri individui in corso di identificazione), telefoni cellulari, guanti, abbigliamento ed altro materiale utile allo sviluppo delle indagini in corso su altri episodi analoghi commessi in Torino ed in altre città del nord-ovest.

L’Alfa Romeo Giulietta, utilizzata dagli arrestati per commettere il crimine indicato e del Porsche Macan rinvenuto all’interno dell’area nomadi di c.so Ferrara 44 di Torino e in uso a Irma Cena, venivano sequestrati.

Entrambi i veicoli venivano sottoposti a sequestro preventivo in quanto ritenuti beni intestati a soggetti terzi fittiziamente al fine di eludere le misure di prevenzione.

A quest’ultima veniva anche sequestrati 4900 € nell’abitazione di Irma Cena in quanto verosimilmente proveniente dalla commissione di altri delitti dello stesso tipo.

Il “modus operandi” utilizzato da CENA Irma e consistente nel fingersi “direttrice di banca” per conquistare la fiducia delle anziane vittime e farsi accompagnare presso le loro abitazioni, risulta ricorrente in circa altri 20 episodi criminosi avvenuti in Torino sui quali sono in corso approfondimenti da parte di quest’Ufficio per accertare se gli stessi possano essere attribuiti ai suddetti arrestati.

Si rileva che Irma Cena è un soggetto già conosciuto da personale operante poiché già arrestata dalla Squadra Mobile genovese nel 2010 per episodi dello stesso tipo di quello per cui si procede.

Inoltre, nel 2007 veniva arrestata a Milano per una serie di truffe e furti commessi ai danni di vittime anziane compreso il furto consumato nel 2003 ai danni di Armando Folli, 87 anni, il 13 marzo 2003 a Milano per il quale reato è stata condannata insieme ad un’altra parente complice.