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Accoltellamento Antifa: perquisizioni Digos nelle case di sostenitori CasaPound

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La foto pubblicata su Fb da Genova Antifascista

Proseguono le indagini sul presunto accoltellamento dell’antagonista Antifa tra piazza Alimonda e piazza Tommaseo-corso Buenos Aires. Stamane gli investigatori della Digos genovese hanno effettuato delle perquisizioni nelle abitazioni di alcuni sostenitori e militanti di Casapound.

Le perquisizioni si sono svolte nelle abitazioni dei tre indagati dalla Procura di Genova per tentato omicidio in concorso e avrebbero portato al sequestro di indumenti e materiale informatico.

Secondo l’accusa, il 36enne Antifa, che in un primo momento al pronto soccorso non aveva riferito di essere stato accoltellato, ma di essersi ferito in altro modo, sarebbe stato colpito alla schiena da un estremista di destra mentre, insieme a un gruppo di antagonisti di sinistra, la sera di venerdì 12 gennaio si era recato nei pressi della sede di CasaPound in via Montevideo per attaccare alcuni manifesti di protesta.

Al momento, non risulta che i filmati delle telecamere della zona, sequestrate dalla polizia, abbiano registrato, in modo inequivocabile, il momento esatto dell’accoltellamento. Il presunto responsabile, infatti, non è stato ancora arrestato.

Tuttavia, sarebbe emerso che gli estremisti di destra, reagendo alla “provocazione” di quelli di sinistra, siano usciti dalla sede di via Montevideo e li abbiano quindi inseguiti verso piazza Tommaseo-corso Buenos Aires.

Secondo quanto riferito, sembra che gli agenti della Digos stamane abbiano perquisito anche l’abitazione di Christian Corda, responsabile provinciale di CasaPound, che risulta indagato.

Inoltre, gli investigatori avrebbero sequestrato 13 smartphone ad altrettanti sostenitori e militanti di estrema destra che quella sera erano presenti nella sede di via Montevideo. Tra loro ci sarebbero due ragazze, di cui una minorenne, che secondo quelli di CasaPound sarebbero state insultate e minacciate dagli Antifa.

“Non posso dire molto – ha dichiarato Corda – perché siamo in una fase di indagini. Ma noi comunque ci siamo difesi quella notte da gente che ci ha aggredito. Valuteremo la dinamica e la questione con i nostri legali”.

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