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A 2 anni e 8 mesi dal crollo indagini chiuse. Per il processo c’è ancora da attendere

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Crollo del Ponte Morandi il 14 agosto 2018 a Genova (43 vittime)

Il nuovo Ponte di Genova è stato realizzato e riaperto al traffico in meno di due anni dal tragico crollo del Ponte Morandi (43 vittime) avvenuto quel maledetto 14 agosto 2018.

Ieri, dopo due anni e otto mesi, la procura di Genova ha riferito di avere (finalmente) chiuso le indagini per il crollo del viadotto autostradale sul Polcevera.

Oltre alle accuse di omicidio colposo plurimo, disastro, attentato alla sicurezza dei trasporti, falso, le contestazioni dei pm dovrebbero riguardare anche l’omicidio stradale.

Nei prossimi mesi il gup dovrà decidere chi, degli indagati, sarà rinviato a giudizio ossia a processo, che probabilmente non si inizierà prima dei tre anni dal tragico crollo e durerà altri lunghi anni prima di avere giustizia.

Gli investigatori della Guardia di Finanza hanno notificato i primi avvisi di chiusura delle indagini preliminari (Acip) agli indagati.

I pm genovesi avevano indagato 69 persone più le due società Aspi e Spea (la controllata che si occupava della manutenzioni) tra ex vertici e tecnici delle aziende, ex e attuali dirigenti e tecnici del ministero delle Infrastrutture e del Provveditorato.

Tragico crollo Ponte Morandi, pm: mai eseguiti lavori su pila 9 per 51 anni

Dall’inchiesta sul tragico crollo del Ponte Morandi sono nati altri filoni di indagine sul “modus operandi” del vecchio management di Aspi, improntato, secondo la pubblica accusa, al massimo risparmio sulle manutenzioni per garantire maggiori dividendi ai soci.

La procura genovese ha aperto fascicoli per i falsi report sullo stato di salute di altri viadotti, sulle barriere fonoassorbenti pericolose, fino alle gallerie dopo il crollo nella Bertè il 30 dicembre 2019.

In tutti i filoni di indagine sono coinvolti l’ex amministratore delegato di Aspi Giovanni Castellucci, finito anche ai domiciliari (poi tramutati in interdittiva per un anno), l’ex numero due Paolo Berti e l’ex numero tre Michele Donferri Mitelli.

A seguito delle indagini e al cambio dei vertici di Aspi era partito un piano di controlli e investimenti sulle infrastrutture liguri, che ha portato enormi disagi sulla viabilità autostradale della nostra regione.