Home Politica Politica Genova

Una sala della Regione dedicata ai Caduti di Nassiriya

0
CONDIVIDI
Una sala della Regione dedicata ai Caduti di Nassiriya

La sala auditorium della Regione Liguria in piazza De Ferrari è stata intitolata ai Caduti di Nassiriya.

Alla cerimonia è intervenuta la figlia del sottotenente dei carabinieri Giovanni Cavallaro, Lucrezia, in rappresentanza dei familiari delle vittime dell’attentato del 12 novembre 2003 in Iraq, il governatore Giovanni Toti, il presidente del consiglio regionale Alessandro Piana, il sindaco Marco Bucci, la prefetta Fiamma Spena, il cardinale Angelo Bagnasco, il comandante dell’Esercito Gianfranco Francescon e il comandante dei Carabinieri Liguria Pietro Oresta.

“Grazie a cerimonie come queste – ha detto Lucrezia Cavallaro – si mantiene vivo il ricordo di mio papà e di tutti i caduti a Nassiriya.

“Un omaggio – ha riferito il governatore Toti – a chi è morto per difendere la nostra Repubblica e a chi lotta tutti i giorni per costruire il proprio futuro, come Lucrezia che a 4 anni ha perso il papà nell’attentato di Nassiriya del 2003. A lui e a tutti gli altri caduti abbiamo dedicato la Sala Auditorium di Regione Liguria, dove si svolge un pezzo della vita democratica per cui si sono sacrificati. Così ricordiamo e onoriamo chi si è battuto per la nostra libertà”.

“Quel tragico giorno – ha ricordato il presidente dell’Assemblea legislativa della Liguria Alessandro Piana – anche la Liguria pagò, con la morte del maresciallo capo Daniele Ghione, un pesantissimo  tributo di sangue in nome dei valori della pace, libertà e democrazia che animavano la missione italiana in Iraq.

In quegli anni terribili in cui in Medio Oriente infuriava una guerra, spesso fratricida, l’Italia non si è tirata indietro e ha contribuito a sviluppare un processo virtuoso per sradicare il fanatismo religioso e la mala pianta terroristica pagando, però, un prezzo altissimo.

Non verrà mai meno il nostro ricordo non solo delle vittime di Nassiriya, ma anche di tutti gli altri eroi italiani uccisi in Medio Oriente mentre erano impegnati a proteggere e aiutare la popolazione locale e a diffondere i nostri irrinunciabili principi democratici”.