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Toti: in terapia intensiva 21 su 22 non vaccinati. Rt 1.3 e incidenza 190 casi

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Un reparto di Terapia intensiva (immagine di repertorio)

“Il coronavirus continua a circolare in Liguria, dove registriamo un indice R(t) intorno a 1.3 e oltre 500 nuovi positivi. Nonostante questo, le ospedalizzazioni sono ridotte ad alcune unità e la Liguria rimane sotto le soglie di rischio individuate dal ministero sia per la media intensità sia per le terapie intensive.

L’anno scorso con un’incidenza analoga avevamo un numero di ospedalizzazioni nell’ordine delle decine, con oltre 100 ricoveri in terapia intensiva dove oggi si trovano 22 pazienti. La quasi totalità, 21 su 22, non sono vaccinati.

Questo dimostra che il vaccino ha un’efficacia straordinaria. Credo se ne siano accorti anche i liguri visto che oggi abbiamo raggiunto le 13.450 vaccinazioni, un dato analogo al luglio scorso, segno che anche le misure adottate dal governo hanno funzionato”.

Lo ha dichiarato ieri sera il governatore ligure Giovanni Toti, durante il punto sulla pandemia nella nostra regione.

“Per quanto riguarda le vaccinazioni – ha aggiunto Toti – oggi abbiamo tarato di nuovo l’offerta dei vaccini per gli adulti, con una situazione nei nostri hub molto più serena. Grazie all’attenzione dei cittadini verso alcune regole che abbiamo comunicato, raccomandando loro di prenotare per evitare inutili code e disagi anche per chi ha regolarmente prenotato.

Oltre a questo, stiamo lavorando anche per partire dal 13 dicembre con le prenotazioni dei vaccini per l’età pediatrica, tra i 5 e gli 11 anni, è in corso la ricognizione da parte delle aziende per individuare gli hub dedicati sul territorio, dove saranno presenti i pediatri di libera scelta che ringrazio per la collaborazione già garantita per la fascia 12-18 anni.

Il testimonial per questa campagna vaccinale sarà ‘Capitan Vaccino’ che, nato dalla fantasia e dalla matita di Enzo Marciante, brandizzerà i nostri hub pediatrici”.

“La circolazione del coronavirus nell’ultima settimana – ha aggiunto il direttore generale di Alisa Filippo Ansaldi – è indubbiamente in crescita e il quadro nelle diverse province della nostra regione è caratterizzato da un’aumentata incidenza, in particolare nell’Imperiese, dovuta all’impatto della circolazione del coronavirus nella vicina Costa Azzurra.

Oggi la Liguria ha circa 190 casi settimanali ogni 100mila abitanti. Dall’ultimo report ministeriale la Liguria si conferma in area bianca con un rischio moderato.

Per quanto riguarda l’incidenza nelle diverse classi di età nel mese di novembre il driver della circolazione è stato rappresentato dalla fascia 6-12, negli ultimi giorni stiamo assistendo a un netto aumento della circolazione nei teenager che oggi hanno un’incidenza pari a più del doppio rispetto alle altre fasce di età.

Dall’inizio di ottobre il numero dei pazienti che vengono ricoverati nei nostri ospedali è aumentato: oggi abbiamo lo stesso numero di casi rispetto allo stesso periodo del 2020 ma una pressione ospedaliera decisamente inferiore”.

“Anche per quel che riguarda le Malattie Infettive e dunque la media intensità – ha sottolineato il direttore della clinica di Malattie infettove del S. Martino di Genova Matteo Bassetti – è stata una settimana più complessa rispetto alla precedente, anche se nulla fa pensare ad una situazione emergenziale.

La maggior parte dei ricoveri che si verificano oggi nella media intensità riguardano persone vaccinate che presentano problematiche diverse dalla Covid: pazienti che arrivano in ospedale per problematiche di base, cardiologiche, respiratorie, renali, internistiche, ma che incidentalmente vengono trovati positivi al tampone e dunque necessitano di isolamento in posti destinati ai Covid positivi.

Non vi è pertanto un aumento della gravità della patologia, bensì un aumento del contagio, anche per quanto riguarda le persone che hanno ricevuto il vaccino, senza tuttavia avere un’evoluzione negativa della malattia.

Stiamo quindi assistendo ad un aumento di positivi per SARS-CoV-2 che non significa, però, un aumento di casi di polmoniti legate al Covid-19.

Facendo una fotografia odierna del reparto di Malattie Infettive del S. Martino, sono 10 i malati ricoverati, di cui solo 2 hanno la polmonite da Covid-19, entrambi non vaccinati. Ciò significa che l’infezione in forma grave colpisce soggetti non vaccinati.

In relazione agli anticorpi monoclonali, segnalo che stiamo continuando ad utilizzarli. Ogni giorno di questa settimana sono stati somministrati in clinica almeno 5 trattamenti di anticorpi monoclonali e anche questo ci aiuta a gestire meglio i pazienti a domicilio.

Oggi l’equipe del reparto Malattie Infettive si è recata presso la Residenza Camaldoli, dove sono stati trattati 13 ospiti in loco con gli anticorpi monoclonali.

Preciso la motivazione della somministrazione degli anticorpi monoclonali a chi ha ricevuto tre dosi di vaccino: questi pazienti, soprattutto se persone molto anziane, hanno una copertura importante, ma per non far progredire l’infezione verso forme più gravi, si fanno in questo caso i monoclonali”.