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Tornano i compagni che sbagliano. Stella a 5 punte: Battisti libero. E Saviano tace

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Roma, striscione con stella a cinque punte: Battisti libero

Arresto di Cesare Battisti, stasera il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha annunciato: “Aereo con Battisti decollato adesso direzione Italia. Sono orgoglioso e commosso”.

Mentre l’aereo dalla Bolivia dovrebbe arrivare domani a Roma con il pluriomicida ed ex terrorista, appartenuto ai Proletari armati per il comunismo, stasera di fronte al Colosseo è comparso uno striscione con la scritta: “Battisti libero, amnistia per i compagni” e poco sotto la stella a cinque punte simile a quella delle Brigate Rosse con un’inquietante firma: “Noi restiamo”.

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Inoltre, sul web ha cominciato a circolare la seguente nota: “L’asse Salvini-Bolsonaro arresta Cesare Battisti, capro espiatorio utilizzato per condannare un periodo storico di forte cambiamento sociale e aspra lotta politica. Con gli applausi della sinistra manettara il movimento reazionario a livello mondiale continua la sua macelleria sociale tentando l’annichilimento di una storia non pacificata. Come sempre nella storia i padroni e i servi coprono i loro crimini condannando chi ha reagito alla loro violenza. Noi restiamo”.

Intanto, se il vignettista Vauro Senesi ha continuato a rivendicare la firma sull’appello a sostegno di Battisti del 2004 con cui si chiedeva che fosse “liberato immediatamente” e ha solo tentato di giustificarsi raccontando di non averla ritirata “per colpevole superficialità”, oggi neanche Roberto Saviano, la cui firma comparì insieme a quella di Vauro, ha chiesto scusa alle famiglie delle vittime del pluriomicida.

Lo scrittore pro migranti, che annunciò pubblicamente di avere ritirato la firma dopo cinque anni, ha infatti scelto di trincerarsi in un assordante silenzio.

Diversi esponenti di Fratelli d’Italia hanno invece chiesto “le pubbliche scuse ai familiari delle vittime da parte di tutti gli intellettuali e i politici che nel 2004 sottoscrissero il delirante appello di solidarietà a Battisti”. Scuse che al momento sembra non siano ancora arrivate.

“La soluzione logica dovrebbe essere l’amnistia – ha riferito il genovese Marco Ferrando, portavoce del Partito Comunista dei Lavoratori – nessun elemento di enfasi, di gioia o di solidarietà verso un governo reazionario come quello di Salvini e Di Maio”.