Home Cultura Cultura Savona

Successo per la retrospettiva di Benjamin a Garlenda

Angelo Gandolfo viene ricordato a Garlenda ed Albenga con una doppia personale. Armando D'Amaro, Carmen Spigno e Don Marchiano spiegano l' iniziativa ad un anno dalla scomparsa dell'artista.

0
CONDIVIDI
Un momento della inaugurazione (Foto Fasano)

SAVONA. 2 AGOS. Ad un anno dalla scomparsa di Angelo Gandolfo le associazioni Amici nell’ Arte ed UCAI (Unione Cattolica Artisti Italiani) hanno organizzato una retrospettiva in onore dell’artista alassino che in questi giorni ha avuto un notevole numero di visitatori ed ha suscitato anche l’interesse di alcuni critici.

Il titolo della mostra (doppia in quanto è iniziata a Garlenda, ma si chiuderà il 13 agosto con una seconda tranche ad Albenga) è: “Il mondo di Benjamin”. La prima parte dell’ evento è in corso di svolgimento a Garlenda nell’ Oratorio Parrocchiale, la cittadina nella quale Gandolfo ha vissuto negli ultimi anni vita.

Angelo Gandolfo, in arte Benjamin, pur avendo avuto una formazione tecnico-commerciale ha sempre amato l’arte e sempre ha coltivato le doti naturali del disegno e della pittura.
La seconda parte della mostra si terrà invece dall’ 8 al 13 di agosto ad Albenga, in piazza dei Leoni nella sede della sezione ingauna dell’ Ucai (Unione Cattolica Artisti Italiani)

“Abbiamo pensato – ci ha spiegato la nota artista Carmen Spigno, che presiede il sodalizio degli Amici nell’ Arte- ad un anno dalla scomparsa di Angelo di organizzare un evento in ricordo dell’artista. Benjamin era un pittore ed un grafico delicato e valido ed un uomo cordiale ed aperto. In accordo con il parroco di Garlenda e la vedova dell’artista abbiamo deciso che alcune opere dell’ artista saranno messe in vendita per beneficenza”.

“E’ stata una bellissima idea- commenta Armando D’Amaro, esperto d’arte, editor e collezionista- quella avuta dagli amici ingauni di ricordare con una doppia mostra la figura del caro Benjamin. Un artista che, a livello nazionale, ha avuto meno riconoscimenti di quanto invece non gli siano stati attribuiti in Germania e nei Paesi di lingua tedesca, dove sono decine i collezionisti che si vantano di possedere una suo pezzo. Già a vent’anni realizzava deliziosi scorci di Alassio che vende ai turisti italiani e stranieri. Ma per lui l’incontro fondamentale fu quello con il Maestro Max Dissar”.

Per dieci anni infatti Gandolfo frequentò assiduamente l’atelier del maestro francese che si era trasferito ad Alassio.
Un’ altra testimonianza molto interessante sull’artista e sull’ uomo ci è stata data dallo stesso parroco di Garlenda, don Mauro Marchiano, che è anche un raffinato artista: “Il mio incontro e conoscenza di Angelo risale al 2010. Era piacevole parlare con lui…gli si illuminavano gli occhi. Guardando i suoi quadri mi pare di poter distinguere diversi periodi e stili. Le opere del 1975 ripercorrono nei temi e nei colori la pittura classica con predilezione delle nature morte, con pennellate tipo Cèzanne. Nel periodo successivo passa ad uno stile più naif, ma il tema resta sempre l’uomo nel suo vissuto quotidiano, gesti e situazioni semplici ricche di poesia come la donna che dà da mangiare ai gatti, il mercato del pesce, il treno, il circo”.
E lo stile naif, dopo il periodo paesaggistico, è una delle caratteristiche principali della produzione di Gandolfo. A partire dal 1977 i due orientamenti si uniscono dando vita ad un secondo periodo naif che ha quale tematica principale il paesaggio dell’entroterra ligure e della Provenza.

“In questi quadri- prosegue Don Mauro- la pennellata si ispira ai divisionisti come Seurat, Sisley, Pissarro. Dal 1990 in poi la sua pittura conserva il puntinismo e si arricchisce di una esplosione di vitalità che tende ad astrarre la figura”.

Ed è proprio in questo periodo che Benjamin approfondisce lo studio della grafica, realizzando raffinate litografie e coltivando l’amicizia con il compianto e mitico artista alassino Carlo Bertolino.

“Nelle opere di Gandolfo- conclude Don Marchiano- a fianco della firma, compare sempre una piccola chiocciola, credo per ricordarci che l’arte è una strada da percorrere con lentezza e umiltà, perché solo così si possono fare lunghi cammini”.
Durante le due mostre alcuni quadri saranno messi in vendita. Il ricavato verrà devoluto dalla Parrocchia della Natività di Maria di Garlenda a favore di famiglie bisognose.
CLAUDIO ALMANZI