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Sentenza Tar. Liguria meno attrattiva di Milano? Ardenti: ricorso al Consiglio di Stato

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Ospedale di Albenga (foto repertorio fb)

“In sostanza, secondo i giudici del Tar della Liguria, il nostro territorio e le strutture sanitarie non sarebbero abbastanza attrattive per i pazienti che provengono da Piemonte e Lombardia e quindi l’offerta dei privati, che hanno vinto la gara per la gestione degli ospedali di Albenga e Cairo Montenotte, non sarebbe congrua e sostenibile, ma sovrastimata”.

Lo ha dichiarato oggi il vice capogruppo regionale Paolo Ardenti (Lega) a seguito delle motivazioni della sentenza con cui il Tar ha accolto il ricorso contro l’aggiudicazione della gara per le strutture ospedaliere del Ponente ligure.

“Tra le motivazioni del Collegio giudicante – ha spiegato Ardenti – i magistrati liguri hanno infatti dipinto un quadro piuttosto negativo del nostro territorio, sostenendo, tra le altre cose, che ‘…le comunicazioni tra Basso Piemonte e Liguria, in particolare dalle Province di Alessandria e Asti, siano meno facili che tra quest’ultimo e Milano; metropoli che offre peraltro, evidentemente, migliori attrattive anche in favore di eventuali parenti e visitatori…’.

Fermo restando che in Liguria c’è senz’altro sole, mare e meno inquinamento tutto l’anno, per cui moltissimi piemontesi e lombardi affollano la nostra regione anche durante la stagione invernale trovando tutti i servizi di ottimo livello, non si capisce su quali basi reali e concrete i giudici liguri hanno inoltre affermato che ‘…il polo milanese può contare su expertise, strutture e personale incomparabilmente più attrattivi di quelle liguri…’.

In ogni caso, con siffatte motivazioni, i giudici liguri hanno praticamente detto alle aziende che vogliono investire nel Ponente ligure che non è il territorio giusto su cui investire.

Non si tratta, quindi, soltanto di una sentenza del tutto discutibile, ma di un precedente che potrebbe arrecare danni al nostro territorio anche in futuro.

Infatti, per il rilancio della Liguria occorrono investimenti pubblici e privati.

Pertanto, alla luce di tali motivazioni, è doveroso, ancorché opportuno, ribellarsi presentando ricorso al Consiglio di Stato.

Inoltre, lascio ai cittadini liguri, in particolare del Ponente, valutare se si riconoscono nella descrizione fatta nelle motivazioni dei giudici, che appaiono non soltanto uno schiaffo alle ambizioni di sviluppo del nostro territorio, ma anche offensive della storica capacità attrattiva della Liguria”.