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Rixi: per la Gronda basta la firma del ministro, decreto non serve. Toti: ha ragione

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Giovanni Toti, Alessandro Piana, Marco Bucci ed Edoardo Rixi (foto d'archivio)

“L’ennesimo decreto per annunciare, in conferenza stampa, quello che si sa da vent’anni: su opere strategiche, come la Gronda di Genova, non servono altri decreti, ma solo una firma del ministro, attesa da settembre”.

Lo ha dichiarato oggi il deputato genovese e responsabile delle Infrastrutture e Trasporti della Lega Edoardo Rixi.

“Ci sono tutte le autorizzazioni – ha spiegato Rixi – basta una firma e i cantieri potrebbero partire in poche settimane.

Invece di semplificare, con questo ennesimo decreto inutile per la Gronda di genova, si complica. E si allungano i tempi.

In pratica, non si decide, come avviene sul balletto revoca sì o revoca no sulle concessioni autostradali che tengono la Liguria ostaggio di cantieri e immobilismo infrastrutturale”.

“Nel decreto semplificazioni annunciato oggi dal premier Giuseppe Conte – ha aggiunto il governatore ligure Giovanni Toti – sono comprese alcune opere che la Liguria aspetta da tempo, anche se non è chiaro in quale forma.

Si parla della Gronda di Genova e questa è una notizia, dato che il Movimento 5 Stelle è contrario da sempre e vuole cambiarne il tracciato, mentre c’è un progetto già pronto che sarebbe finanziato dal piano di investimenti di autostrade, che attende dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti solo la firma definitiva e l’avvio di un cantiere, per il quale Regione Liguria ha già proceduto a espropri di terreni e fabbricati per un valore di 50 milioni di euro.

Non capisco, quindi, perché la Gronda di Genova non venga banalmente ‘firmata’, fatta pagare a Società Autostrade e avviata.

Cosa che, come è noto a tutti i liguri, sarebbe possibile almeno fin dall’autunno scorso.

Siamo a luglio dell’anno dopo. Di quel cantiere era stata chiesta notizia al ministro del Pd Paola De Micheli durante la sua ultima visita a Genova prima dello scorso Natale e fu detto che sarebbe stato deciso a gennaio cosa farne.

Poi è intervenuto il dibattito politico tra Pd e Cinque Stelle e sembrava che non si facesse più.

Oggi la troviamo in un decreto semplificazione, ma non capisco cosa ci sia da semplificare. Ci sarebbe semplicemente da fare.

Il progetto è pronto, la copertura finanziaria c’è, i liguri hanno già pagato con i pedaggi l’opera. Comunque va bene, basta che parta subito”.