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Rafael Alberto Patron Sanguineti testimonial per TIM

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Rafael Alberto Patron Sanguineti testimonial per TIM

Il lavagnese Rafael Alberto Patron Sanguineti scelto da TIM come testimonial della campagna “Operazione risorgimento digitale”, la più grande scuola mobile di internet per tutta Italia.

C’è anche il lavagnese Rafael Alberto Patron Sanguineti, guru del web per il Tigullio ma ormai ampiamente affermato in campo nazionale, tra i testimonial scelti da Tim per promuovere il progetto “Operazione Risorgimento Digitale”, una vasta campagna, a livello italiano, indirizzata all’alfabetizzazione informatica e che l’azienda di telecomunicazioni porta avanti nel nostro paese insieme a Google.

Rafael Patron, noto soprattutto per aver creato uno degli algoritmi poi sviluppati da Snapchat, la celebre piattaforma per la messaggistica istantanea utilizzata soprattutto dalle giovanissime generazioni, parlerà della sua professione, degli obiettivi raggiunti e dei progetti futuri nel corso della presentazione ufficiale, per la Liguria, della campagna regionale di “Operazione Risorgimento Digitale”.

L’appuntamento è per domani, martedì 19 febbraio 2020, presso il Palazzo del Principe di Genova, per l’iniziativa “La trasformazione digitale in Liguria”.

Patron, che tra le sue molteplici attività è anche docente presso lo IED, il prestigioso Istituto Europeo di Design di Milano, parteciperà al panel intitolato “Imprese e startup: il digitale per la crescita economica”.

Nato in Perù e giunto in Italia da bambino, l’apprezzato professionista del digitale si è formato in Google, a San Francisco, prima di aprire la sua attività in Liguria. Oggi dà lavoro a cinque persone e, tecnicamente, si definisce un growth hacker, ovvero uno specialista nel campo del social media marketing e del SEO, in grado di assistere aziende e privati nel promuovere la propria immagine e le proprie attività sul web, nel metodo e nella maniera più congeniali, e secondo le più moderne strategie di comunicazione.

Anche in virtù delle sue capacità, Patron è stato scelto da Tim come testimonial. Il progetto “Operazione Risorgimento Digitale” è, in pratica, una sorta di “scuola mobile di Internet”.

«Pensiamo – spiega Tim nella presentazione – che per portare in rete quelli che sono rimasti fuori non servono gli appelli e purtroppo non possiamo neanche usare una semplice app. Vogliamo sederci accanto a loro, a ciascuno di loro, e spiegare le opportunità della rete. Come ci cambia la vita in meglio. Cose pratiche, utili, a volte divertenti, che non richiedono grandi competenze, solo un po’ di aiuto iniziale. Abbiamo chiamato questo progetto “Operazione Risorgimento Digitale”, sapendo che può suonare retorico ma è esattamente questo che vogliamo fare, contribuire attivamente alla digitalizzazione del Paese anche mettendo le persone nelle condizioni di usufruire dei vantaggi di questo processo. Non si può più aspettare. Come avrete letto tante volte, siamo il paese d’Europa con il più alto numero di persone che non hanno mai usato Internet. Circa 18 milioni. E sappiamo che la gran parte degli esclusi dalla rete ha un profilo molto preciso: ha più di 50 anni e vive in città più piccole di 60 mila abitanti».

“Operazione Risorgimento Digitale” prevede ventimila ore di lezione, quattrocento formatori, 107 province toccate. «Noi andremo lì: in 107 città piccole ma già servite dalla fibra – proseguono gli ideatori dell’iniziativa – Andremo con i nostri “maestri” a insegnare come si sta in rete. Cosa si può fare subito. Un vero corso accelerato grazie al quale, al termine del progetto, puntiamo a far diventare “cittadini di Internet” un milione di persone in più. Come accadde negli anni ’60 quando un programma tv servì ad insegnare a leggere e scrivere a milioni di italiani. Il nostro è un progetto aperto a tutti quelli che vorranno sostenerlo. Non pensiamo di fare tutto da soli, ma intanto partiamo. In questi cinquant’anni è cambiato tutto. Parlarsi, comunicare, informarsi, creare è diventato infinitamente più facile. Qualcuno è rimasto fuori da questa rivoluzione, ma non è troppo tardi per farne parte».