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Procura abbandona, ma la Lega di Salvini fa ricorso: chiesti danni d’immagine a Belsito

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Francesco Belsito in Tribunale a Genova (foto di repertorio)

Genova, 30 settembre. I responsabili della Lega hanno deciso di chiedere all’ex tesoriere Francesco Belsito e a tre professionisti un risarcimento di 500mila euro per danni d’immagine e della reputazione, concretizzati in particolare nella perdita di consenso elettorale registrata dal movimento politico nel 2011 e 2013.

Il Carroccio e il segretario federale Matteo Salvini hanno infatti optato per l’impugnazione della sentenza con la quale nel giugno del 2019 il Tribunale di Genova aveva assolto i quattro (oltre a Belsito anche Romolo Girardelli, Stefano Bonet, Stefano Lombardelli) dall’accusa di associazione a delinquere per un presunto giro di consulenze tecnologiche fasulle per grandi gruppi industriali in cambio di sgravi fiscali.

E’ la sintesi di quanto ha riferito oggi il quotidiano genovese IlSecoloXIX.

La sentenza di assoluzione è passata in giudicato nell’aspetto penale perché la procura genovese non l’ha impugnata, ma la Lega di Salvini, che si era costituita parte civile, è andata avanti secondo le norme di Diritto.

In tal senso, la pronuncia sull’impugnazione, da parte dei giudici della Corte d’Appello, è prevista per il 21 ottobre.

In sintesi, secondo quanto sostenuto dal partito di centrodestra, l’eco dell’inchiesta ha portato i cittadini italiani a pensare che “se Belsito ha agito così, la Lega è corresponsabile” e ciò ha provocato alle elezioni del 2011 risultati “piuttosto insoddisfacenti” e un “crollo del 4,08%” alle politiche del 2013.

Il caso nasce sulla scia delle indagini, risalenti ormai a presunti fatti di una decina di anni fa, sui rimborsi elettorali di circa 49 milioni di euro per cui i giudici della Corte di Cassazione, pur riconoscendo prescritto il presunto reato di truffa per gli imputati, hanno tuttavia confermato la confisca e non hanno “salvato” la Lega.

In sostanza, i soldi finora non sono mai stati trovati, verosimilmente perché spesi, anche se i pm genovesi li cercano da anni praticamente in ogni angolo del mondo.

In ogni caso, la Lega ha concordato con la procura di Genova una rateizzazione da 600mila euro all’anno.