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Portuali di Genova in presidio: portiamo avanti manifestazione pacifica

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Lo comunicano loro stessi su Telegram 

Dai portuali genovesi che stanno portando avanti diversi presidi fra cui quello del varco di Ponte Etiopia, arriva una nuova comunicazione tramite il canale su Telegram.

“Si sta portando avanti una manifestazione pacifica – dichiarano – non si vuol dare alcun pretesto per l’uso della forza!

Il presidio al varco di Ponte Etiopia

Anche buona parte della Polizia sta comprendendo l’importanza della nostra iniziativa pacifica e oggi a un varco si sono tolti i caschi in segno di pace!”

Poi la precisazione: “Per chi viene da fuori Genova, c’è la possibilità di pernottare, usufruire di servizi igienici, di uno spazio mensa e di elettricità presso la Sala chiamate del porto in piazzale San Benigno! C’è anche un parcheggio.

Tutti coloro che potranno presidiare i varchi negli orari notturni sono fondamentali!

In ogni caso è opportuno passare prima dal varco Etiopia, in via Lungomare Canepa, dove si riceveranno le informazioni necessarie.

Chiediamo a tutti i cittadini provenienti da fuori Genova, di portare uno striscione o una bandiera, con su scritto Genova chiama, … (città o paese di provenienza) risponde! Grazie mille!!! Forza, uniti c’è la faremo!!!”

Il presidio al varco di Ponte Etiopia

Nel tardo pomeriggio di oggi abbiamo fatto un sopralluogo e i manifestanti in prevalenza lavoratori del porto e semplici cittadini provenienti anche da fuori regione, a Ponte Etiopia sono estremamente tranquilli, anzi festosi.

Si sono organizzati, con un punto di distribuzione di alimentari e con gabinetti chimici. Punti di discussione e di relax dove si può danzare con balli popolari con la musica di una fisarmonica o pregare contro “il possibile arrivo dell’apocalisse”.

Non si tratta di gente agitata, pronta alla rissa, ma tranquilla, pacifica che vuole esprimere il proprio pensiero con il Green pass per poter lavorare.

I mezzi pesanti vengono fatti passare da un altro varco e simpaticamente quando passano nei pressi del presidio suonano il clacson in segno di solidarietà e c’è anche chi scende dal mezzo per prendersi un caffè.

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