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Open Arms. Stallo completo. Il capitano rifiuta tre porti. Europa impotente

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Open Arms

AGRIGENTO Quel pasticciaccio brutto della Open Arms. E’ ancora al largo dell’isola siciliana di Lampedusa la nave Open Arms dell’omonima Ong spagnola. E nelle ultime 24 ore è successo di tutto, fuori e a bordo dell’imbarcazione di salvataggio marittimo.

Dopo 10 giorni di peregrinaggio tra le coste libiche e i paraggi della piccola Lampedusa,il cui porto è negato dal Decreto Salvini, il Premier spagnolo, il socialista Pedro Sanchez, ieri ha offerto alla nave con 106 migranti a bordo l’approdo al porto della città andalusa di Algesiras.

Ma ne è nato un vespaio di polemiche e un balletto di “si” anzi “no” da parte del capitano della Open Arms: “Algesiras è troppo lontana, non riusciremmo ad arrivarci”.Quindi un “no grazie” perentorio. Ma un imbarazzante “ni” è arrivato anche dalla Regione andalusa che rivendica di non essere stata neanche consultata da Sanchez stesso.

Allora Il primo inquilino del Palazzo del Governo madrileno ha rilanciato proponendo le Isole Baleari: “Scegliete voi, o il porto di Mahou o quello più grande e attrezzato di Palma di Maiorca”. Anche qui risposta negativa dall’equipaggio della nave ong: “No, troppo lontane anche le Baleari”, nonostante l’attivazione della Marina Militare italiana di scortare la Open Arms fino a destinazione.

Nel frattempo a bordo della Open Arms si riferisce di una situazione caotica. Si parla di attacchi di panico e isterismo collettivo da parte dei 100 e passa migranti. 5 di essi, ieri hanno indossato il giubbotto salvagente arancione e si sono buttati in mare per cercare di raggiungere a nuoto Lampedusa. Poi recuperati da un gommone calato da Open Arms.

Il capitano della nave insiste.”Vogliamo sbarcare a Lampedusa”. I medici volontari a bordo dell’imbarcazione hanno lanciato un mayday per sottolineare la drammatica situazione igienico-sanitaria tra i migranti a bordo. A questo punto il Procuratore Capo di Agrigento Luigi Patronaggio ha incaricato d’ufficio un pool di medici di recarsi a bordo della nave per verificare la situazione sanitaria. Il loro report riferisce in realtà che sulla nave della Ong spagnola non ci sono situazioni di emergenza igienico-sanitaria catastrofiche come invece dichiarato dal capitano spagnolo.

Il nodo gordiano che stringe in un abbraccio mortale i 106 migranti a questo punto è chiaramente un braccio di ferro politico-internazionale.

La questione è arrivata direttamente sul tavolo della neo responsabile a capo della Commissione Europea Ursula Van Leyden. “Questo caso surreale è frutto del Trattato di Dublino 3 sull’accoglienza dei migranti in Europa. In punta di diritto la carta impone di ricevere i migranti nel più vicino Paese di Area Schengen per poi velocemente accordarsi tra i 28 Paesi retti dalle direttive di Bruxelles sulle quote di redistribuzione e accoglienza dei migranti. Ma è chiaro dai fatti che il meccanismo non funziona” – ha malinconicamente chiuso la Van Leyden. La situazione rimane in pieno stallo.

Marcello Di Meglio