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Love, l’eccellenza italiana incanta a Nervi

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Love, l'eccellenza italiana incanta a Nervi

Prevedibile il tutto esaurito e il successo ottenuto dalla performance di danza con intermezzi recitati di “Love” ai parchi di Nervi.

Giuliano Peparini è riuscito nell’intento di far danzare un gruppo di ballerini ottemperando al distanziamento sociale attualmente imposto.

Una sfida vinta quella del coreografo, anche se in qualche modo giocava “in casa”, in quanto formatosi artisticamente anche alla scuola di Jacques Lecocq, il promulgatore del teatro fisico: per cui diventa fondamentale per lui portare sul palco il tema dello spazio sia fisico che metafisico.

Non si hanno aggettivi per descrivere la performance di Eleonora Abbagnato, ben supportata dai partner Hernandez e Marchand.

La nostra danzatrice, formatasi come ballerina classica, ci ha offerto uno magnifico esempio di come il talento e l’esercizio costante riescano, dal punto di vita tecnico a sfiorare l’impossibile.

Dal punto di vista artistico l’esibizione è stata una bella contaminatio tra lo stile classico e quell’apprezzabile  gusto moderno che tende alla danza “recitata”, laddove le emozioni sono espresse in maniera più incisiva e concitata, dove la  voglia di vivere si esprime e si libera in tutta la sua pienezza e in tutte le sue contraddizioni.

Un unico appunto, confermato anche dai commenti del pubblico: si desiderava vederla sul palco per un tempo maggiore.

Un grande consenso anche al giovane corpo di ballo che si è alternato nelle figure proposte.

Il tema dell’amore è stato svolto non come una storia continuata ma come un insieme di flash sui vari aspetti di questo sentimento, introdotti da frasi e aforismi che comparivano sui video laterali.

Una voce recitante ha iniziato lo spettacolo con una poesia di grande impatto emotivo di Alda Merini “E poi fate l’amore”, che conclude invitando a non vergognarsi di questo sentimento perchè “l’amore è arte e voi i capolavori” e dove la parte carnale si fonde con l’incitamento alla qualità della vita amorosa.

Dei momenti proposti, ben diciotto, hanno convinto (oltre agli splendidi “Amore nelle favole” e “Amore nelle stagioni”, danzati in coppia da Abbagnato), soprattutto “Amore a distanza”, dove i danzatori hanno interpretato l’esortazione all’amore fisicamente lontano a scendere nel proprio cuore, dove avrebbe già trovato ad aspettarlo quello dell’amato.

In “Amore nella musica”, scherzo di Beethoven, si afferma che non c’è verità più vera di quella a cui si arriva con la musica.

Per “Amore romantico” è stata memorabile l’interpretazione danzata e cantata de “La vie en rose”.

E ancora hanno convinto l’esortazione all’amore sessualmente protetto, poichè non si ama di meno ma si ama di più, nonché “Amore fino alla fine”, un invito a vivere il sentimento quando si presenta, al là di ogni previsione.

Mi faccio portavoce di un desiderio condiviso con parte del pubblico, quello di cercare una soluzione, ad esempio un bus navetta dedicato, per non costringere gli spettatori a farsi due chilometri a piedi per raggiungere e lasciare i parchi.

Elisa Prato