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Lettera di un dipendente licenziato che si ‘fidava’ del proprio sindacato

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Lettera di un dipendente settore commercio che si ‘fidava’ del proprio sindacato

Riceviamo e pubblichiamo lettera-denuncia di un (ex) lavoratore del settore commercio che infortunatosi sul lavoro si è affidato ad un sindacato che, secondo quanto sostiene, non avrebbe fatto i suoi interessi, bensì, quello dei ‘padroni’ a tal punto da essere stato licenziato.

“Mi chiamo Alessandro R. sono un lavoratore Sogegross licenziato per superamento del cosiddetto “comporto” cioè ho fatto più di 180 giorni di malattia a seguito di un infortunio sul lavoro. Ero iscritto alla Filcams Cgil e mi fidavo della buona fede del sindacato che poi, in realtà, ha fatto interessi di altri e non i miei.

Da noi si usa così: la delega al sindacato (Cgil, Cisl ed Uil) ‘è in bianco’ e totale e questa mia brutta esperienza mi ha fatto capire molte cose che non rifarei più e che consiglio a tutti di non fare mai.

Il sindacato da noi ‘ti prende in carico’ e gestisce benissimo relazioni pubbliche col padrone che significa che se il padrone ha deciso di licenziare un lavoratore difficilmente il sindacato fa qualcosa per evitarlo.

Non ti difendono mai perché il loro ruolo all’interno delle aziende è solo quello di ‘fare accordi’ che poi significa ‘mettersi d’accordo’.

Ecco cosa mi è successo.

Ho richiesto più volte verbalmente di conoscere lo stato del mio comporto malattia sia all’azienda che al sindacato il quale mi aveva garantito l’interessamento di cui mi è mai stato dato un riscontro e non mi ha mai suggerito di  fare alcuna verifica di conteggio all’Inps in tal senso. Non sarei stato licenziato.

Ero anche ignorante perché non sapevo di richiedere una aspettativa non retribuita (nel mio contratto ho appreso dalla Cub che sono 120 gg) prima dello scadere del comporto, nessuno me lo ha indicato e/o suggerito, non sarei stato licenziato.

Entro 60 giorni avrei potuto impugnare il licenziamento cosa che il sindacato mi ha detto di aver fatto ma che non è mai avvenuta.

Oggi, mi sono rivolto ad altri, un sindacato di base che non firma i contratti punitivi per i lavoratori ma non per questo, anzi forse proprio per questo, più combattivo ed efficiente. Stiamo, insieme al loro ufficio legale, costruendo una causa contro INAIL poiché è stata la causa della trasformazione da infortunio a malattia”. Alessandro R.